di En.Ber.
Il giudice per l’udienza preliminare di Perugia ha emesso una sentenza di non doversi procedere «perché il fatto non costituisce reato» nei confronto di un 45enne indagato per aver coltivato sette piante di canapa indiana con le quali sarebbe stato possibile ricavare 110 dosi. La decisione che scagiona l’imputato, difeso dall’avvocato Maurizio Lorenzini, è stata comunicata mercoledì.
Le accuse L’uomo- come è scritto nel capo di imputazione – era accusato di «aver coltivato sette piante di canapa indiana, con altezza variabile dal 56 a 182 centimetri, dalle quali era possibile ricavare 2,80 grammi di Thc puro (tetraidrocannabinolo), quantitativo utile per il confezionamento di 110 dosi medie singole da 25 mg ciascuna e 5 soglie massime da 500 mg ciascuna». I fatti risalgono all’agosto 2021.
