di M.C. e M.R.

Arrestati per spaccio in concorso, una 56enne casalinga originaria di Napoli, R.V. e il marito 45enne ternano, A.G., impiegato in un’azienda locale. Nel loro appartamento a Borgo Bovio smerciavano coca purissima, fino al 98 per cento, lunedì il blitz della polizia: sequestrati 90 grammi di stupefacente, 40 già suddiviso in 100 dosi. Un potenziale giro d’affari di 10 mila euro a settimana.

Borgo Bovio Il via vai continuo di tossicodipendenti, anche della ‘Terni bene’ vicino al palazzo in cui abitavano ha insospettito la squadra antidroga. Lunedì pomeriggio, intorno alle 16, gli agenti hanno fermato uno degli assuntori da poco uscito dal portone; aveva con sé 1 grammo di cocaina. I poliziotti hanno allora esteso i controlli ad altri, rinvenendo in tutto 5 grammi di sostanza. Una volta individuato l’appartamento da cui proveniva lo stupfacente, è scattato il blitz.

Appartamento Fatta irruzione si sono trovati di fronte un feroce pitbull, dai successivi accertamenti si è scoperto essere una copertura per la proprietaria: la 56enne, con la scusa di portare il cane a passeggio, intanto spacciava la droga nel quartiere e in più pare che lo stesso amico a quattro zampe avesse lo scopo di intimorire i clienti della coppia. Nell’abitazione, la polizia ha trovato buste di nylon per gli incarti delle dosi, sostanza da taglio, 300 euro frutto dell’attività di spaccio e all’interno di una scatolina di cibo per cani, una tela foderata contenente circa 50 grammi di cocaina purissima ancora da tagliare. In una busta di plastica, attaccata all’appendiabiti, infine, 100 dosi; in tutto 40 grammi. Circa un etto di stupefacente, dunque, che avrebbe garantito alla coppia un introito di 10 mila euro a settimana.

Tre segnalati Sulla destinazione dello stupefacente gli agenti credono potesse essere diretta alla Terni Bene. Anche perchè tre persone, tutti ternani e liberi professionisti, sono stati segnalati in prefettura come assuntori proprio perchè rintracciati nel giro dello spaccio. Ora gli inquirenti stanno concentrando le loro attenzioni sul canale di approvvigionamento da cui proveniva la sostanza.

Direttissima Nel processo per direttissima celebrato a carico dei due arrestati davanti al giudice Massimo Zanetti la donna ha ammesso le sue colpe giustificandosi con la necessità di dover pagare un debito con un banca. La donna ha anche ‘scagionato’ suo marito, escludendolo da responsabilità. Il giudice ha confermato i due arresti indicando per l’uomo la messa in stato di libertà (è incensurato) e la conferma del carcere invece la sua moglie.

Twitter @tulhaidetto e @martarosati28

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