di Barbara Maccari
Un arresto e due denunce per spaccio di sostanze stupefacenti. Questo il bilancio dell’operazione del commissariato di polizia di Città di Castello in collaborazione con quello di Sansepolcro. Nei guai sono finiti tre ragazzi, tutti italiani, di 18, 24 e 25 anni. Sequestrato quasi un chilo di marijuana.
Controlli sul territorio L’hanno chiamata operazione «Tiberina», perché il triangolo d’oro dello spaccio si svolgeva tra Città di Castello, Sansepolcro e Monterchi. A finire nel mirino della polizia sono stati tre giovani italiani, con un arresto e due denunce. Tutto è partito quindici giorni fa con un controllo effettuato dall’equipaggio della squadra volante nelle vie della cittadina tifernate, che ha permesso agli agenti di ritrovare a bordo dell’auto fermata 2,88 grammi di cannabis.
Arresti e denunce Da quel momento con le dichiarazioni parziali del ragazzo fermato, assieme all’attività investigativa congiunta dei commissariati di Città di Castello e Sansepolcro, è stato possibile individuare e stroncare il sodalizio criminoso che si era venuto a creare nella Val Tiberina. L’operazione, conclusa nella mattinata di lunedì, ha portato all’arresto di un 24enne biturgense (ritenuto il capo) e alla denuncia di un 18enne di Castoglion Fiorentino e di un 25enne di Sansepolcro.
Perquisizione domiciliare Il 24enne biturgense, ritenuto dagli agenti a capo del sodalizio, durante la perquisizione domiciliare ha tentato la fuga cercando di uscire dalla finestra della sua abitazione. Fuga però conclusa malamente tra le braccia dei poliziotti. Il giovane ha provato anche a disfarsi della droga che aveva a disposizione ma è stato intercettato. Presso la sua abitazione gli agenti hanno sequestrato 850 grammi di marijuana divisi in due bustine di plastica, 3730 euro in contanti, un bilancino elettronico di precisione, gadget con apertura a sarcofago con all’interno una dose termosaldata di hashish e una cartina con residui della medesima sostanza.
Agende per l’attività Sempre all’interno della casa del 24enne sono stai rinvenuti una confezione termosaldata di hashish, un flacone di metadone illegalmente detenuto, e soprattutto diverse agende con all’interno tutte le attività dettagliate dello spaccio, foglietti con frasi in codice presumibilmente riconducibili alla compravendita di sostanze stupefacenti. Tutto materiale che si trova attualmente al vaglio delle forze di polizia per capire il reale giro d’affari del biturgense.
Altre perquisizioni Le verifiche svolte nelle abitazioni degli altri due soggetti hanno consentito il rinvenimento di circa 65 grammi di sostanza stupefacente presso un’abitazione e di 2,25 grammi di marijuana nell’altra, un contenitore in plastica con all’interno del cellophane presumibilmente utilizzato per il confezionamento e il trasporto di hashish nonché residui della medesima sostanza, e 3 coltelli a serramanico di varie dimensioni presumibilmente utilizzati per il confezionamento delle dosi di sostanza stupefacente.
Qualità diversa «La qualità della droga sequestrata è diversa rispetto a quella presente sul territorio di nostra competenza – ha detto il vice questore aggiunto Marco Tangorra – per questo riteniamo che venga da fuori Umbria. Stiamo compiendo gli accertamenti del caso e l’indagine proseguirà, non ci fermiamo qui».
