di Barbara Maccari
Le indagini della polizia di Città di Castello, legate all’operazione di smantellamento del giro di hashish iniziate lo scorso maggio, hanno portato all’arresto di una 60enne siciliana di origine ma da anni residente tra il nord ed il centro Italia. La donna, ritenuta la custode di una piantagione di marijuana, è stata trovata infatti in possesso di 23 piante di droga all’interno del suo casolare tra i boschi di Pietralunga, pari a mille dosi e per un valore di circa 20mila euro.
Droga in casa «Qualcuno mi ha fatto un dispetto e mi ha lasciato quelle piante in casa. Io non ho avuto il coraggio di distruggerle così le ho tenute». Questa la giustificazione che la 60enne bioterapeuta ha dato agli agenti di polizia del commissariato tifernate che in casa le hanno trovato 23 piante di marijuana, di qualità purissima e con un principio attivo pari a circa 5/6 volte quelle normali.
Conclusione operazione L’arresto della signora è la conclusione di un’operazione che il commissariato di Città di Castello aveva iniziato nel maggio scorso per lo smantellamento del giro di hashish e che ha portato a tre arresti e una denuncia. La 60enne, processata per direttissima, ha patteggiato 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) e 2800 euro di multa.
Piante modificate All’interno del casolare della donna, situato tra i boschi di Pietralunga e al confine con le Marche, gli agenti hanno trovato 23 piante di marijuana, parte interrate e parte in vasi, con principio attivo 5/6 volte superiore alle altre. Principio ottenuto modificando geneticamente i semi provenienti dall’Olanda. Piante che erano così in grado di resistere alle basse temperature e che raggiungevano l’altezza di 50-60 centimetri, facilmente camuffabili quindi con altre coltivazioni. Una volta essiccate portavano 5-6 chili di prodotto, pari circa a 1000 dosi e ad un valore di 20 mila euro.
Mercato locale «Vista la particolarità del prodotto e l’elevata qualità – ha dichiarato il vice questore aggiunto Marco Tangorra – pensiamo che parte della droga finisse nel mercato locale e parte nel versante marchigiano. L’operazione di smantellamento della rete di coltivazione e spaccio, iniziata lo scorso maggio, si può dire conclusa con grande soddisfazione».
