di Francesca Marruco
Alle cronache nazionali è nota come ‘la donna magnetica’, di cui si era occupata anche Striscia la Notizia anni fa. Martedì mattina, secondo quanto ricostruito dai poliziotti di Città di Castello guidati dal commissario Marco Tangorra, la donna di 66 anni, era intenta ad ‘operare’ a Cerbara di Città di Castello. Fuori ad attendere il proprio turno per entrare dalla ‘guaritrice’ c’erano una trentina di persone, tutte affette da gravi patologie quali cancro o sla.
Denunciata La donna, che dice di essere una pranoterapeuta, stava toccando un paziente affetto da Sla quando i poliziotti hanno fatto irruzione nell’edificio iindustriale, adibito per l’occasione a ‘studio medico’ con tanto di lettini. E’ per questo che la donna è stata denunciata per i reati di abuso della professione medica, perché, come ha stabilito la Cassazione, l’atto del toccare un paziente è un gesto invasivo che può essere fatto solo da un medico. E visto che il pranoterapeuta non è un medico, e neanche esiste un loro albo, è scattata la denuncia. Non solo, i poliziotti l’hanno anche denunciata per abuso della credulità popolare. La donna, nata a Roma e residente in provincia di Pesaro, sembra spostarsi da un posto all’altro della penisola per ‘guarire’ i tanti malati che scelgono di ‘provarle tutte’.
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Il controllo Gli uomini del commissariato di Città di Castello, martedì mattina sono stati attratti da un assembramento di persone ferme nei pressi di un edificio industriale. Giunti sul posto, dopo aver fatto qualche domanda agli astanti, gli operatori hanno saputo che all’interno era presente R.C. intenta ad “operare” su alcuni pazienti affetti dalle patologie più svariate. L’equipaggio operante, che nel frattempo è stato raggiunto anche da altri colleghi, è entrato all’interno del locale, trovando la donna con le mani imposte a contatto del corpo di un paziente.
Locali non idonei Svolti gli accertamenti di rito, anche con l’ausilio della Asl di Città di Castello; all’indagata, qualificatasi quale pranoterapeuta, è stato imposto di interrompere la sua attività, per inidoneità dei locali (la destinazione d’uso dello stabile non è risultata conforme allo svolgimento di quell’attività, così come da verificare eventuale agibilità dei locali). Più tardi emergerà che l’indagata in base alla malattia diagnosticata calibrava la terapia alla quale sottoporre il paziente di turno.
Le testimonianze I poliziotti non hanno trovato soldi all’interno dell’edificio, ma come è possibile apprendere, anche da precedenti testimonianze di suoi pazienti che si rivolsero a Striscia la Notizia, la donna non chiedeva loro un corrispettivo per la prestazione, ma li esortava a fare donazioni alla sua onlus, costituita per portare avanti la sua attività. I pazienti che vennero intervistati da Striscia la Notizia, raccontarono: «mia cognata aveva un tumore, lei è stata manipolata per comprerare tutto quello della prouzione della Cutolo, libri, santini e quant’altro ed è stata si pouò dire obbligata a versare dei soldi per costruire la nuova sede delle cure». Una ltra raccontò: «Avevo un bambino con problemi di salute, abbiamo contattato la Cutolo, disse devi portarmelo, ma i medici non me lo facevano portare e lei disse che avrebbe pregato per il bambino e curarlo a distanza, ci sono domeniche che ci sono centinaia e centinaia di persone a 20 euro ciscauno fa bei soldi». «L’offerta – raccontava un altro – era libera, ma un minimo di 30 euro. E l’mposizione delle mani la facevano sia lei, che i figli e le nuore. Hanno tutti lo stesso potere?».
Il sito Nel sito Rita Cutolo.it, ci sono tutte le informazioni necessarie per andare dalla guaritrice. E c’è anche un’apposita sezione dedicata alle testimonianze. Si legge: «Dalle testimonianze riportate e dalle interviste fatte direttamente ai pazienti, il miglioramento dello stato di salute generale o della qualità della vita o della guarigione totale, non avvengono immediatamente, ma ad ogni applicazione si avverte un miglioramento a volte piccolo ed a volte grande se non risolutivo. Nelle prime applicazioni c’è una specie di adattamento tra paziente e Rita, adattamento che è soprattutto di carattere spirituale, il paziente che è giunto all’ultima spiaggia si trova già in uno stato dove molto spesso ha pensato al Grande Mistero finale della sua vita».
