di Iv. Por.
Avevano messo in piedi un volume di affari pari quasi a quello di una piccola società di serie A. Il problema è che il castello fatto di 2 milioni di euro era in gran parte frutto di fatture false, che hanno portato a un’evasione Iva di circa 400 mila euro e altrettanto di Irap. Per questo la guardia di finanza ha denunciato 73 persone tra dirigenti dell’associazione sportiva della zona di Città di Castello e rappresentanti legali delle imprese destinatarie delle fatture.
Le accuse A carico degli indagati sono stati ipotizzati i reati di dichiarazione fraudolente mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (art. 2), di dichiarazione infedele (art. 4), emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8) e occultamento della documentazione contabile (art.10) del D.lgs.vo 74/2000 oltre alla violazione della normativa in materia di riciclaggio (D.lgs.vo 231/2007).
Fatture false I militari della gdf di Perugia hanno portato a termine una complessa indagine, durata quasi due anni che ha visto coinvolta un’associazione sportiva dilettantistica di calcio dell’Alta Valle del Tevere operante a livello amatoriale ed una serie di soggetti economici, ponendo fine ad uno sleale meccanismo attraverso il quale l’associazione sportiva, per il tramite del suo amministratore di fatto, si finanziava trattenendo per sé la parte delle imposte che sarebbero dovute confluire nelle casse dello Stato nonché parte dei proventi corrisposti dagli “sponsor” a mezzo assegni bancari e/o bonifici ai quali poi veniva restituita una somma in contanti precedentemente concordata.
Evasione sistematica Il particolare sistema di frode, ormai collaudato nel tempo attuato dall’amministratore di fatto dell’associazione sportiva, giuridicamente risultata gestita da un soggetto risultato essere una mera “testa di legno”, prevedeva la sistematica evasione delle imposte disattendendo ed aggirando le leggi che regolano lo sport amatoriale, determinando, quindi, un grave danno per le casse erariali. In particolare, queste norme, se correttamente applicate, riconoscono consistenti agevolazioni fiscali alle associazioni sportive dilettantistiche sulla tenuta della contabilità fiscale, oltre alle semplificazioni circa la liquidazione ed il versamento ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.
Il sistema delle fatture Il sistema di frode veniva perpetrato attraverso l’utilizzo e l’emissione di fatture per prestazioni di servizi (principalmente relative a sponsorizzazioni) prive di qualsiasi ricostruzione logica e con la conseguente distruzione delle relative “pezze d’appoggio”, permettendo così a molti imprenditori della zona, di medie e grandi dimensioni, di evadere le imposte, attraverso la detrazione e deduzione, dai loro redditi, di costi e spese effettivamente mai sostenuti.
Indagini proseguono Dopo la denuncia di 73 persone, la gdf non esclude ulteriori sviluppi in altre zone e per altre società. Le indagini in materia di frode fiscale da tempo investono sempre più frequentemente ed in modo invasivo il mondo sportivo dilettantistico, caratterizzato spesso dalla “produzione di fatture” per operazioni inesistenti.
