di F. Mar.
Il pubblico ministero aveva chiesto per loro una condanna a un anno esei mesi di reclusione e 4.500 euro di multa nell’ambito di un processo con rito abbreviato celebrato davanti al giudice del tribunale di Perugia Daniele Cenci. I due ragazzi, due giovani tifernati di buona famiglia, 34 anni lui e 28 lei, sono invece stati assolti, come richiesto dal loro difensore Eugenio Zaganelli, perché il fatto non sussiste. La tesi difensiva infatti è stata quella del consumo personale.
La difesa I dieci grammi di cocaina, che i due ragazzi fidanzati avevano, secondo la ricostruzione della difesa, era per l’uso personale che ne facevano in quel periodo. Nel 2011, dopo l’intervento dei carabinieri i due erano anche stati arrestati, ma secondo la difesa, e ora anche secondo un giudice, non venne mai provato l’effettivo spaccio di droga. Solo il consumo, conclamato che i due facevano. Poco importa che la quantità era ‘importante’ e di gran lunga superiore a qualche dose che un tossicodipendente può avere in tasca. La sola quantità non può essere parametro in una condanna per spaccio. Ecco quindi che il fatto non sussiste, e i due giovani tornano ad essere puliti come prima dell’arresto.
