Gli assessori Rometti e Cecchini, il ministro Catania e la presidente Marini (foto Maccari-U24)

di Barbara Maccari

E’ andato in scena sabato pomeriggio il convegno «Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione» al quale hanno partecipato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania, la presidente della Regione Catiuscia Marini, gli assessori regionali Fernanda Cecchini e Silvano Rometti e il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, a moderare l’incontro il giornalista Giuliano Giubilei.

La situazione in Umbria L’Umbria, come ha sottolineato il ministro Catania, è una delle regioni in cui il problema della cementificazione selvaggia è stato ben gestito: «Nella vostra regione la percentuale della cementificazione è nell’ordine del 4% – ha spiegato Catania – mentre il dato nazionale si attesta sopra il 7%, la gestione umbra quindi è stata tra le più giuste e virtuose».

Disegno di legge Ma il problema della cementificazione ha creato nel corso degli ultimi quarant’anni danni irreversibili all’ambiente e al territorio: «Dagli anni ‘70 la superficie agricola utilizzata si è ridotta del 28% – ha sottolineato il ministro – sono stati infatti sottratti alla produzione oltre 5 milioni di ettari passando così da 18 milioni di ettari agli attuali 13. È come se fossero sparite Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. Queste considerazioni ci hanno spinto a mettere a punto un disegno di legge con una serie di interventi per arginare il fenomeno della cementificazione selvaggia. I punti chiave di questo disegno di legge sono la definizione di un tetto massimo di terreni agricoli destinati a diventare edificabili, il divieto di cambiare destinazione d’uso per almeno dieci anni a quelle superfici agricole che hanno incassato premi comunitari, anche se ci stiamo rendendo conto che forse sarebbe meglio accorciare i tempi a cinque anni, e infine l’abrogazione della norma che consente ai comuni di finanziare le spese correnti con gli introiti degli oneri di urbanizzazione».

No a guerra all’edilizia Questo disegno di legge ha spiegato il Ministro Catania non vuole essere una guerra all’edilizia: «Non vogliamo mortificare l’edilizia, al contrario, vogliamo un’edilizia diversa, migliore e non sui terreni agricoli. Fino ad oggi abbiamo avuto un’edilizia che ha consumato il suolo agricolo, ma in questo paese c’è tantissimo spazio per un’edilizia di riqualificazione delle aree urbane degradate e di riqualificazione delle aree industriali dismesse».

Tabacco Catania è intervenuto poi anche su un’altra questione calda in Umbria, il tabacco, ribadendo l’impegno del Governo per la salvaguardia di questa coltura: «Abbiamo lavorato molto lo scorso inverno con le grandi multinazionali per far si che non abbandonino il mercato italiano ma che anzi continuino a comprare il nostro tabacco – ha detto il Ministro – ci siamo riusciti e abbiamo avuto un risultato positivo, ora c’è un ambiente più sereno e adesso i tabacchicoltori sanno che devono smaltire le scorte accumulate nei magazzini e che poi nei prossimi mesi torneremo a sederci ad un tavolo con tutte le parti e vedremo cosa si potrà fare per trovare un punto di equilibrio ancora più positivo per il prossimo avvenire».

Sussidi Accordi con multinazionali e soprattutto sussidi. Ecco proprio in quest’ultimo caso il Ministro ha spiegato da dove arriveranno: «I sussidi arriveranno in due modi: attraverso la riforma della PAC con aiuti diretti, il cosidetto primo pilastro, e dal PSR. Proprio sul piano di sviluppo rurale ci sarà uno spazio più proficuo. Mi aspetto dei buoni risultati e in parte abbiamo già qualche buona garanzia da parte della Commissione Europea».