I rapinatori a Città di Castello

di Barbara Maccari

Avevano rapinato il 3 maggio scorso la filiale della Cassa di Risparmio di Città di Castello di Via Cortonese, armati di un grosso coltello. I due scapparono con un bottino di circa 2000 euro a bordo di un’utilitaria con targa parzialmente coperta. A distanza di circa cinque mesi i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Città di Castello, affiancati dai colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale di Perugia, al termine di prolungate e complesse indagini, sono riusciti a dare un nome ai due malviventi e ad arrestarli. Si tratta di Giancarlo Virgutto, di 22 anni, e Antony Isidori, di 24 anni.

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La rapina Il 3 maggio, intorno alle 11 di mattina, due rapinatori con volto parzialmente travisato avevano fatto irruzione all’interno della filiale della Ca.Ri.Cast. di Via Cortonese a Città di Castello. I due, con la minaccia di un grosso coltello, erano riusciti a sottrarre circa 2.000 euro in contanti dalle casse. Materialmente a compiere il colpo era stato solo uno dei due malviventi, l’altro era infatti il palo. E proprio quest’ultimo, infatti, era riuscito ad avvisare il complice dell’arrivo dei carabinieri, allertati da una cliente fuori della banca. I due erano poi scappati a bordo di un’utilitaria dalla targa parzialmente coperta.

Le indagini Le indagini dei carabinieri hanno seguito una metodologia classica, senza intercettazioni o particolari indagini scientifiche. Alla loro identificazione i militari sono arrivati attraverso incessanti scambi informativi con i reparti dell’arma operanti in altre regioni ed una certosina attività di comparazione tra i fotogrammi estrapolati dal sistema di videosorveglianza della banca, le foto segnaletiche di centinaia di rapinatori originari del centro-sud Italia e fotogrammi relativi ad altre rapine commesse nell’Italia centrale. I testimoni della rapina avevano infatti rivelato ai militari il forte accento laziale dei malviventi.

I due malviventi Dopo mesi di indagini i militari hanno dato un nome e un volto ai due rapinatori. Si tratta di due giovani pregiudicati della provincia di Roma: Giancarlo Virgutto, di 22 anni, e Antony Isidori, di 24 anni. Nonostante la giovane età, il loro curriculum criminale è già corredato da numerosi arresti e denunce, in particolar modo per rapine in danno di istituti di credito. Dei veri e propri specialisti delle rapine in trasferta.

Precedenti I due malviventi oltre alla rapina per i quali sono stati arrestati a Città di Castello, in pochi mesi si erano resi responsabili anche di altri colpi, commessi con il medesimo modus operandi, prevalentemente in Toscana.

Arresti Una volta raccolti gli elementi probatori, i carabinieri hanno informato dell’esito delle indagini la procura della repubblica di Perugia che, concordando con le risultanze emerse, ha richiesto ed ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei due rapinatori. A Giancarlo Virgutto il provvedimento restrittivo è stato notificato presso la casa circondariale di Massa, dove è ristretto dopo essere stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Pontremoli per una rapina in banca commessa in quella provincia. Antony Isidori è stato invece catturato sabato mattina a Castelnuovo di Porto, Roma, dai carabinieri del nucleo operativo e della stazione Città di Castello e dai colleghi della stazione di Castelnuovo di Porto. Al termine delle formalità di rito è stato tradotto presso il carcere di Roma Regina Coeli.

Seguendo le orme del padre Durante le indagini i carabinieri hanno allargato il raggio di azione anche nei confronti dei familiari dei due malviventi. Giancarlo Virgutto, infatti, stava letteralmente seguendo le ombre del padre, che nel 2008 aveva rapinato la stessa filiale di Via Cortonese ed era stato arrestato dai carabinieri. Virgutto senior inoltre, fu arrestato, sempre dai carabinieri a Città di Castello, nel settembre del 2011 quando, da latitante a seguito di una condanna per rapina, stava stipulando un contratto di locazione dietro falso nome. Ma secondo le ricostruzioni dei militari Virgutto senior aveva compiuto rapine anche a Gubbio e a Ponte San Giovanni. Padre e figlio inoltre, pochi giorni prima dell’arresto del 2011, avevano perpetrato, insieme, una rapina ai danni di una banca di Modena. Per tale reato ai due è stata notificata, a settembre 2012, un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere. Come ha spiegato il capitano Alfredo Cangiano, il padre stava insegnando il mestiere al figlio: «Durante la rapina a Modena il figlio non si era accorto di una mazzetta civetta, il padre, da genitore attento, aveva segnalato al figlio di buttarla».

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