L'interno della cappella in cui riposa Donato Fezzuoglio (Foto Maccari)

di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

Non solo cimiteri profanati. Nel weekend dei vandali in azione nei luoghi sacri, emerge un altro episodio inquietante che va a colpire la memoria di un ragazzo barbaramente ucciso a 30 anni mentre faceva il suo lavoro: Donato Fezzuoglio. La tomba che contiene le sue spoglie, nel cimitero di Rancolfo, è stata depredata da ignoti vandali nella notte tra venerdì e sabato.

Nessun danno alle altre tombe L’episodio, a sentire la Curia vescovile, non sarebbe collegabile a quelli di San Martino in Colle, Ripa e Ponte Valleceppi (da cui è scaturita la dura presa di posizione del vescovo Gualtiero Bassetti). Non ci sarebbe stata, cioè, profanazione con il danneggiamento degli arredi sacri. Però lascia di ghiaccio, nei giorni in cui si accavallano le udienze ai presunti responsabili dell’0micidio, come a essere colpita sia stata solo e unicamente la cappella della famiglia della moglie di Fezzuoglio, dove si trovano le spoglie del carabiniere.

La razzia Da quanto riferisce il parroco di Solfagnano-Parlesca, Don Paolo Cherubini, il cimitero non ha subito altri danni quella notte. Quindi si è trattato di un gesto mirato. Un furto, poiché sono stati razziati tutti gli oggetti che erano contenuti all’interno della tomba, gli oggetti cioè lasciati lì dal figlio che oggi ha 5 anni e dalla moglie Emanuela, oltre che dagli altri familiari e dai colleghi. Questi, nel tempo, in onore alla sua memoria vi hanno lasciato trofei sportivi dell’Arma, portati via così come alcuni angioletti della Thun, cornici d’argento, la bandoliera regalata dai colleghi carabinieri di Città di Castello alla vedova in occasione dell’anniversario della scomparsa di Donato e la bomboniera del battesimo del figlio.

La vedova costernata «Ci sono rimasta malissimo – commenta Emanuela, la vedova di Fezzuoglio – non c’è più rispetto neppure al cimitero». «E’ un atto gravissimo – dice il sindaco di Umbertide, Giampiero Giulietti – tanto più grave in quanto perpetrato nei confronti di una persona che ha dato la propria vita per difendere quella degli altri».

Chi è Fezzuoglio Donato Fezzuoglio era un carabiniere che ha perso la vita il 30 gennaio 2006 mentre, insieme a un collega, tentava di sventare una rapina nella filiale di Umbertide del Monte dei Paschi di Siena. Ci fu un conflitto a fuoco e Fezzuoglio, riparatosi dietro allo sportello dell’automobile, fece appena in tempo ad esplodere sei colpi, prima di cadere a terra colpito a morte da un colpo fatale alla schiena. Ha lasciato una moglie di 25 anni e un figlio di sei mesi. In queste settimane si è svolta l’udienza preliminare che ha visto Raffaele Arzu e Pietro Pala rinviati a giudizio per omicidio.