E’ il 24 aprile quando un comunicato della Cgil piomba sulla testa dei lavoratori del Brico Io di Corciano e ufficializza l’annuncio della chiusura.  «Dopo mesi di crisi e di trattative per cercare una soluzione che salvaguardasse i posti di lavoro – ha scrittoMarco Marcantonini, segretario della Filcams Cgil di Perugia – dobbiamo riscontrare la totale inaffidabilità della controparte, rappresentata dal gruppo Potenti, proprietario nella provincia di Perugia di altri 7 punti vendita. Questa ulteriore crisi aziendale – prosegue Marcanonini –colpisce un territorio già fortemente penalizzato come quello di Corciano e un settore che sconta in maniera molto pesante la crisi economica generale».

La rettifica Non passa molto e il gruppo Potenti fa sentire la sua voce, con una nota di rettifica inviata a Umbria24 attraverso cui chiarisce – a suo dire – quanto sostenuto dal sindacato: «La sofferta decisione in relazione a Corciano, è venuta dopo almeno 4 anni di innumerevoli e infiniti tentativi di risollevare le sorti economiche di questo punto vendita, che fin dall’inizio ha dovuto affrontare una serie di problematiche, assolutamente indipendenti dalle scelte gestionali della proprietà, non ultime le continue variazioni alla viabilità che per converso hanno aggravato i costi in bilancio della struttura stessa e piu’ in generale determinato il depauperamento del compendio commerciale. Il nostro Punto Vendita, dall’apertura avvenuta nel 2004 fino ai giorni nostri, ha ridotto il proprio fatturato del 65% , e già questo dato, di per se’, fa capire come la realtà affrontata dal Gruppo Potenti sia stata e sia tutt’ora grave, e come grave sia stato lo sforzo per risollevare la situazione, purtroppo senza esito favorevole per nessuna delle parti sociali coinvolte».

I rapporti con la Cgil «I rapporti con la locale Cgil – ancora la nota – non possiamo dire che siano stati idilliaci anche se il Gruppo si è sempre reso disponibile al dialogo accogliendo anche le proposte del sindacato come l’utilizzo della cassa integrazione in deroga nel 2011. Il Gruppo Potenti ha presentato anche altre proposte e soluzioni che però non hanno avuto riscontro da parte del sindacato. A questo punto facciamo fatica a comprendere l’atteggiamento e le dichiarazioni della Cgil e dei suoi rappresentanti che non facilita certo eventuali provvedimenti da adottare per la tutela del reddito dei lavoratori o azioni che possono essere prese solo in maniera congiunta. È stata messa in discussione la nostra professionalità e “vita di Imprenditori”, oltre che la nostra buona fede e correttezza, in modo gratuito ed altamente offensivo, cosa che ci porta a prendere in seria considerazione l’ipotesi di una tutela nelle sedi opportune della nostra immagine».

I tentativi di salvataggio L’azienda Potenti ricorda i tentativi commerciali praticati per sollevare le sorti del punto vendita: «Volendo illustrare, seppur a brevi capi quanto fatto in questo punto vendita di Corciano, possiamo dire che dopo la drastica riduzione di fatturato le abbiamo provate tutte pur di risollevarne le sorti: il negozio ha effettuato sconti in continuazione con percentuali che arrivavano anche al 50% del costo dei prodotti acquistati; lo scorso anno abbiamo sensibilmente ridotto lo spazio di vendita per cercare di contenere quelli che tecnicamente vengono chiamati costi fissi (affitto locali – luce- pulizie – etc.), ma sono ormai quattro anni che puntualmente, il conto economico dell’attività presenta ingenti e ormai insanabili perdite.
Alla luce di quanto riportato, in un clima di crisi economica generale e con una recessione in atto, la famiglia Potenti ha deciso , veramente a malincuore, di terminare la propria esperienza a Corciano. Cio’ pero’ non deve consentire a nessuno di mettere in discussione il lavoro del Gruppo Potenti per quanto concerne gli altri punti vendita presenti sul territorio umbro, per i quali si possono richiamare gli elementi della crisi generale, ma che la proprietà sta cercando di gestire con la professionalità e serietà che da sempre la contraddistingue».

L’ulteriore cavillo «Infine, non comprendiamo – è scritto ancora nela nota del gruppo – le ingerenze che abbiamo riscontrato presso la Marketing Trend Spa proprietaria del marchio Brico Io, con cui siamo legati ormai da molti anni in rapporto di franchising, ingerenze che comunque riconduciamo alla buona fede di una non specifica conoscenza delle dinamiche societarie, peraltro avulse da quanto qui stiamo affrontando.  Siamo comunque certi, richiamandoci a quanto avvenuto in situazioni pregresse, che verrà identificata la miglior soluzione, volta in primis alla tutela dei lavoratori e solo successivamente, anche a tutela dell’attività stessa in quanto tale, che si ricorda è attività imprenditoriale, con tutto quanto da cio’ discenda».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.