di Francesca Marruco
Tra la morte di Maria Raffaelli e quella del figlio Sergio Scoscia è passata un’ora. Lei è morta per uno scompenso cardio-respiratorio acuto provocato sia dallo strangolamento che dalla cardiopatia di cui già soffriva. Lei trovata con le mani legate da una tenda e un livido sulla palpebra. Lui, disteso prono accanto a lei invece massacrato da martellate non mortali. Principalmente alla schiena, ma anche al sedere, alle braccia e alle gambe.
Una ventina di martellate Le martellate, una ventina in tutto, potrebbe averle ricevute da seduto con i polsi legati da una cintura che gli è stata trovata solo su un braccio. Le ultime forse mentre era a terra. Sergio era un uomo robusto e vigoroso. Impossibile che solo una persona possa averlo torturato per tutto quel tempo da solo senza l’aiuto di qualcuno che lo tenesse fermo. Sergio ha anche altri lividi sul corpo, botte che gli sono state date.
Nessun altra violenza sulla donna All’anziana madre invece, oltre ai segni di strangolamento sul collo, potrebbe essere stato dato un pugno sull’occhio. L’esame medico legale condotto dalle dottoresse Anna Maria Verdelli e Laura Paglicci Reattelli ha evidenziato una ecchimosi sulla palpebra. Nessun altro segno di violenza. La donna potrebbe essere morta mentre qualcuno seviziava suo figlio. Un’emozione troppo forte forse, insieme allo strangolamento a cui è stata sottoposta.
Valerio non ha sentito nulla Sergio è morto tra le due e le quattro di notte. La madre un’oretta prima. Il loro nipote Valerio Mion è rincasato intorno all’una. I ladri potevano già essere entrati o comunque la presunta rapina stava per compiersi. Lui, intervistato mercoledì da La Nazione ha detto che dalla sua camera era impossibile sentire cosa accadeva nell’altra parte di casa e comunque lui si è addormentato e non ha sentito nulla.
Perché tanta ferocia? Venti martellate date con ferocia devono aver fatto urlare di dolore l’ex orafo ucciso non si sa più bene per cosa. Martellate date per farsi dire qualcosa? O solo per farlo soffrire? Per vendicare un torto? Forse nulla a che vedere con la rapina? Dal disordine in casa sembra una rapina, è stato trovato tutto a soqquadro. Ma la cassaforte, le cui chiavi erano nella tasca dei pantaloni di Sergio era ancora chiusa con i soldi dentro. E i monili d’oro erano ancora in casa. E poi, perché i ladri non si spingono nella casa in cui vivono la figlia dell’anziana, il compagno e il figlio? Cosa li trattiene dal farlo?
Operai in questura Intanto giovedì in questura verranno sentiti alcuni operai calabresi del cantiere da cui provengono il martello e la scala usata per salire sulla tettoia dietro casa. I loro colleghi già sentiti dai poliziotti hanno confermato di aver sentito urla intorno alle sette. Ma a quell’ora, secondo quanto ricostruito fino ad ora, nessuno può aver urlato. Le urla di disperazione di Valerio Mion e Marcella Scoscia sono arrivate intorno alle 8.50 quando il nipote delle vittime ha richiamato il 112 dicendo “ Li hanno ammazzati”.


Voi ci capite qualcosa ? Che cosa è successo ? Mi sembra una cosa molto strana e piena di dubbi.