Una mail di posta certificata con un allegato file compresso (zip) o eseguibile (exe). Il mittente è l’Agenzia delle Entrate, dall’indirizzo di posta certificata. C’è qualcosa che non va con la fatturazione elettronica, delle irregolarità. Sembra una comunicazione ufficiale, i loghi sono quelli giusti, anche i toni sembrano corretti. Tuttavia, è solo l’ultima frontiere delle truffe online: se il malcapitato destinatario della mail aprisse il file allegato, potrebbe ritrovarsi il pc infettato da malware e subire il furto dei propri dati.
La truffa delle fatture elettroniche è solo l’ennesima strategia di phishing, ossia quella pratica con cui i malintenzionati rubano dati alle vittime tramite messaggio o email fasulle. L’esca stavolta è una Pec dal tono formale e con i loghi ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, che parla di presunte irregolarità nella fatturazione elettronica. Nella mail, si invita l’utente a scaricare e aprire gli allegati, che però sono in realtà un cavallo di Troia per veicolare il virus che infetterà il pc. Una volta scaricato, il malware potrà avere accesso a qualsiasi dato della vittima: credenziali, dati sensibili, può bloccare software, alterare archivi, danneggiare la conservazione sostitutiva e causare perdite economiche. Può persino avere accesso ai sistemi gestionali.
Tra i più esposti, ci sono i liberi professionisti e tutte quelle imprese con «processi digitali non presidiati, dove un singolo clic può aprire la porta a intrusioni disastrose» secondo Nino Lucchesi del portale Truffa.net che si è occupato di analizzare il fenomeno. Per evitare di subire danni e difendersi dal phishing, il criterio da seguire è prestare la massima attenzione, verificare l’indirizzo Pec completo del mittente, non aprire allegati e di ricordare che l’Agenzia delle Entrate non comunica con gli utenti tramite email con file eseguibili in allegato e link da cliccare. Il canale per verificare eventuali comunicazioni da parte dell’AdE è l’area riservata del sito dell’ente.
Per verificare lo stato delle fatture elettroniche, invece, si deve accedere direttamente all’area riservata del Sistema di interscambio, o contattare l’Agenzia tramite i recapiti ufficiali: mai utilizzare quelli nella mail sospetta, potrebbero essere altre trappole. Se invece la mail ricevuta sembrasse provenire da un’azienda con cui si ha effettivamente un rapporto, è consigliabile contattarne il referente per confermare la legittimità della comunicazione, prima di fare qualsiasi cosa. E in caso di dubbi, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio consulente fiscale.
