Maria Elena Petruccioli

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Condannato a 14 anni per l’omicidio volontario di Maria Elena Petruccioli, la studentessa 25enne travolta lungo la Flaminia da due malviventi albanesi in fuga dopo una rapina messa a segno in Abruzzo. E’ questa la sentenza pronunciata martedì mattina dal giudice Augusto Fornaci  a carico di Visar Dedja, il 22enne sopravvissuto al drammatico impatto dello scorso 31 gennaio 2013, costato la vita anche al complice connazionale di 28 anni.

Omicidio volontario Accolte tutte le richieste del sostituto procuratore Michela Petrini che in aula ha calcato la mano sulle responsabilità connesse al comportamento del giovane alla guida dell’auto rubata che, inseguito dai carabinieri, ha compiuto manovre azzardate ad alta velocità accettando volontariamente i rischi derivanti. L’avvocato della difesa, Donatella Panzarola, in fase di arringa ha chiesto che il capo d’imputazione venisse derubricato in omicidio colposo, ma la sentenza letta in aula dopo due ore e mezza di camera di consiglio ha condannato il giovane con rito abbreviato per omicidio volontario, riconoscendo le attenuanti generiche, mentre il risarcimento sarà stabilito in sede civile.

«Nè vincitori, né vinti» Dedja tra le memorie difensive ha voluto depositare una lettera attraverso la quale ha provato a spiegare di non essere un assassino e chiesto perdono ai genitori della vittima, che all’uscita dall’aula non hanno preferito non commentare la sentenza. Persone vicino ai familiari hanno però spiegato: «Non ci sono né vincitori, né vinti, nonostante siano state accolte tutte le richieste del pm, ma soltanto il dolore di una famiglia devastata dal dolore per la morte di una figlia».

«Sentenza storica» Il professor Caroleo Grimaldi, che ha assistito la famiglia Petruccioli costituitisi parte civile, ha così commentato: «Si tratta di una sentenza storica ed estremamente importante, mentre tutti continuiamo da anni ad attendere che il Parlamento vari la legge sull’omicidio stradale, i giudici suppliscono ai ritardi del legislatore irrogando pene adeguate alla particolare gravità dei fatti».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.