La foto postata su Twitter da Rotondi

di Dan. Bo.

«Un vergognoso episodio». In un comunicato l’ex ministro Gianfranco Rotondi definisce così quanto capitatogli domenica a Città di Castello, dove si trovava insieme alla moglie e alle tre figlie per una visita privata. «Ignoti – continua – hanno fatto trovare sterco sulla maniglia di apertura dell’auto» e pure «sul finestrino del conducente. Sempre con lo sterco sono state scritte frasi di minaccia». L’auto di Rotondi era parcheggiata non troppo distante dalla cattedrale della città altotiberina dove l’ex ministro domenica mattina ha partecipato alla messa.

La scoperta Uscito dalla cerimonia e arrivato all’auto l’ha trovata imbrattata con sterco di cane. Nel pomeriggio è stato lo stesso Rotondi a postare su Twitter la foto che testimonia quanto accaduto: «A questo – scrive – è ridotta la politica: ecco la mia auto a Città di Castello», aggiungendo poi che lo «stesso materiale organico» è stato usato per frasi di minaccia. Sul sul profilo sono molti i messaggi di solidarietà arrivati, con l’ex ministro che commenta: «In Spagna iniziarono con lo sterco ai politici poi venne Podemos. Niente avviene a caso». E ancora: «Mi chiedete perché colleziono tante aggressioni, forse perché mezza Italia odia i Dc e mezza Italia i berlusconiani. E io rappresento entrambi».

Indagini Sul fatto sta indagando il commissariato di polizia di Città di Castello che, attraverso il reparto di polizia scientifica, ha fatto tutti i rilievi del caso. Per risalire agli autori del gesto potrebbero risultare molto utili le immagini registrate dalle telecamere che ci sono nella zona. Intanto lunedì Rotondi sporgerà denuncia per quanto accaduto nella cittadina umbra.

Solidarietà A Rotondi è arrivata anche la solidarietà della coordinatrice regionale di FI Catia Polidori e di Rocco Girlanda. «Gianfranco – dice Polidori – è un uomo ed un politico moderato ed anche per questo si fatica a comprendere un atto tanto vile quanto indegno. Spero che gli inquirenti facciano al più presto luce sullo spregevole accaduto e che gli autori siano individuati e puniti. Da tifernate sono certa che i responsabili non siano membri della nostra comunità, da sempre attenta ai valori di civiltà, ospitalità e accoglienza». «È triste – aggiunge Girlanda – constatare il verificarsi di simili episodi nei confronti di un esponente politico di chiara cultura liberale, democratica, moderata sempre aperto al dialogo e al confronto, da sempre impegnato per quella vera e sana politica che ha impersonato in tutti i molteplici ruoli istituzionali che ha sempre ricoperto».

Twitter @DanieleBovi

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