di Barbara Maccari
Sono stati completati i lavori di riorganizzazione al pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello dopo due mesi dall’inizio delle operazioni. Costo dell’operazione 45 mila euro. La realizzazione di questi interventi, insieme alla già esistente sala d’attesa pediatrica, realizzata grazie al contribuito dell’Associazione Matty and Co., consentirà all’ospedale di Città di Castello di ospitare adeguatamente pazienti di ogni età, differenti condizioni cliniche e differenti gradi di autonomia che necessitano di prestazioni in emergenza/urgenza.
Trentamila pazienti all’anno Sono circa 30 mila i cittadini che ogni anno usufruiscono del pronto soccorso tifernate. In particolare, oltre al rifacimento dell’ingresso pedonale per il pronto soccorso e all’intervento di automazione delle porte di accesso che dalla camera calda conducono agli ambulatori, velocizzando le operazioni di trasporto dei pazienti barellati ed in condizioni critiche, si è proceduto ad allestire una sala di attesa dedicata ai pazienti che, in situazioni di particolare afflusso al pronto soccorso, potrebbero dover attendere prima di essere visitati dal personale addetto all’accettazione/triage. C’è poi una sala d’attesa dedicata ai pazienti deambulanti già sottoposti a triage e che devono accedere agli ambulatori del pronto soccorso sulla base del codice di priorità assegnato e una sala d’attesa dedicata ai pazienti barellati. In più un locale dedicato all’accettazione e al triage che, in posizione baricentrica tra le diverse sale d’attesa, consente agli operatori di sorvegliare costantemente le stesse sale e vigilare sulla possibile evoluzione in aggravamento dei disturbi degli utenti.
I numeri Due sono le zone, una a bassa criticità ed una ad alta criticità e quattro sono i codici di urgenza, identificati ognuno da un colore. Bianco, nessuna urgenza, verde urgenza minore, giallo urgenza e rosso emergenza. Nell’ospedale tifernate circa il 15% è rappresentato da codici bianchi, circa il 70% da quelli verdi, circa il 15% da quelli gialli e circa l’1% da quelli rossi. All’interno della struttura ci sono 26 infermieri, 12 operatori sanitari e 12 medici. «Gli interventi di tipo strutturale con cui abbiamo ridefinito la logistica dell’area ospedaliera dedicata all’emergenza – precisa il direttore generale dalla Asl1 Andrea Casciari – hanno l’obiettivo di migliorare il servizio offerto ai cittadini e al tempo stesso anche l’ambiente di lavoro degli stessi operatori, e sono stati accompagnati da interventi sui vari aspetti dell’intero processo assistenziale: da quello tecnologico, con le recenti acquisizioni di un apparecchio per le ecografie donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, a quello organizzativo. In particolare abbiamo potenziato l’organico e consolidato l’attività di Osservazione breve intensiva (OBI), potenziato il trasporto primario (Servizio 118 per emergenza territoriale) con l’allestimento di due equipaggi h24 e rafforzato il triage per le operazioni di accettazione dei cittadini e di assegnazione dei codici di priorità in pronto soccorso dalle ore 8 alle 21 nell’arco dell’intera settimana».

