di Fra. Mar.

«Non ho mai detto né ho mai pensato che Sonia Marra fosse stata uccisa da don Luca Bartoccini». Non lascia adito a dubbi monsignor Mario Ceccobelli, attuale vescovo di Gubbio. A portare monsignor ceccobelli, monsignor Sigismondi e monsignor Chiaretti sul banco dei testimoni è stata l’agguerrita difesa di Umberto Bindella, che, tramite i presuli voleva portare acqua alla tesi dell’implicazione di un sacerdote nella scomparsa di Sonia. All’epoca in cui la ragazza pugliese sparì da Perugia, era il novembre del 2006, la voce che un sacerdote era coinvolto, circolò con insistenza, tanto che carabinieri e magistrati indagarono anche in quel senso. Le due avvocatesse Silvia Egidi e Daniela Paccoi volevano risalire all’origine delle chiacchiere. Ma i tre presuli non sono stati troppo utili per stabilirlo con un buon grado di certezza.

Don Fonasco E’ solo don Salvatori Fonasco che anche in aula, seppur con molti «non so» e «non ricordo» ha ricordato di quella conversazione che ebbe con una donna di Cordigliano, la quale aveva parlato con la farmacista di Ponte Felcino a cui, secondo quanto sostenuto, monsignor ceccobelli aveva detto dell’implicazione di un sacerdote. E’ in questi discorsi che circola il sospetto per l’implicazione del sacerdote. Quello che venne interrogato anche in aula e denunciò i metodi pesanti con cui venne interrogato dai carabinieri di Perugia.

Chiaretti Don Salvatori dice che poi ha riferito quanto appreso all’allora vescovo di Perugia – Città della Pieve Giuseppe Chiaretti e a monsignor Gualtiero Sigismondi e che Chiaretti gli aveva detto di non parlarne con nessuno. Chiaretti però in aula ha detto di non ricordare questo incontro con don Fonasco. «Ho raccolto i sospetti che c’erano all’epoca – dice mons. Chhiaretti -, giravano nella stampa, io personalmente non ho mai avuto nessun sospetto su nessun prete, per essere chiari».

Ne parlavano in tanti Della scomparsa di Sonia « ho parlato con sacerdoti che hanno tribolato abbastanza per il tipo di interrogatorio a cui sono stati sottoposti. Lo dissi, questa è una tortura o un interrogatorio?». La difesa attacca: «ricorda l’incontro con don Fonasco?». «Saranno una ventina di sacerdoti con cui ho parlato di questa cosa all’epoca, am non ricordo nessuno in parrticolare». La pista religiosa resta nebulosa. L’accusa quasi non partecipa, fa domande brevissime ai testimoni. Il perché lo dice il pm Giuseppe Petrazzini in uno dei suoi interventi: monsignor Chiaretti dice di non aver mai creduto al coinvolgimento di un sacerdote nel caso, « se lei è il primo a non averci mai creduto, io sono il secondo». Si torna in aula il 20 giugno con gli ultimi testimoni della difesa.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.