Bindella mentre arriva a casa di Sonia per il sopralluogo (foto archivio Umbria24.it)

di Fra. Mar.

ue sul cuscino nel letto in cui Sonia dormiva. Ma tranne questa traccia, nei due sopralluoghi che fecero il 22 e il 26 novembre del 2006, a pochi giorni dalla sua scomparsa, non trovarono altre macchie di sangue, né visibili, né invisibili- che si sarebbero esaltate al passaggio del luminol-.

I carabinieri Lo hanno riferito in aula davanti alla corte d’Assise presieduta dal giudice Aldo Criscuolo, a latere Daniele Cenci, due carabinieri chiamati a testimoniare dagli avvocati difensori di Umberto Bindella. I primi testi della difesa sono stati tre militari che tra il 2006 e il 2007 presero parte alle indagini sulla scomparsa di Sonia. In particolare, due di loro entrarono nell’appartamento in cui la studentessa pugliese viveva, mentre un terzo, accompagnò gli esperti del Ris ad analizzare una buca che venne rinvenuta a Montemorcino e in cui, si ipotizzò per un po’ di tempo, che potesse essere stata sotterrata Sonia.

La relazione dei Ris Ma in quella buca, come testimonia la relazione dei Ris di Roma, non ci sarebbe stata alcuna traccia ematica. O almeno, scrivono gli esperti: « la particolare conformazione della scena, insieme all’ernome lasso di tempo intercorso tra la realizzazione dello scavo e il suo successivo ritrovamento, ha determinato, complici le diverse condizioni climatiche, una totale omogeneizzazione della struttura del terreno che non ha consentito di individuare visivamente tracce ematiche o biologiche. A tal fine è stato usato il luiminol che ha dato esito negativo».

Tracce di trascinamento La buca, lunga 1,95 metri e larga 1,20, aveva della terra di riporto lungo un lato. «La vegetazione di fondo-  scrivevano i militari del Ris – presenta segni di camminamenti/ eo trascinamenti di oggetti di volume non trascurabili. I tratti delle piante di ginestra che sovrastano il terreno, inoltre, a circa 1,20 metri d’altezza, sono caratterizzati da numerose rotture dei tratti terminali che, per il posizionamento, non sono presumibilmente occorse in seguito al passaggio di fauna selvatica. Le tracce di trascinamento, una volta ripercorse, hanno condotto al terrazzamento  sovrastante quello di interesse».

Tempi lunghi Da quella buca dunque, trovata dopo l’indicazione di una fonte confidenziale ai carabinieri di Perugia, non emerse assolutamente nulla di dirimente per le indagini. Nel settembre del 2007, quando venne redatta la relazione, da quella buca non venne fuori assolutamente nulla. I legali di Umberto Bindella, Daniela Paccoi e Silvia Egidi, hanno preannunciato di voler portare in aula molte persone.  Ma il processo riprenderà ai primi di ottobre. E la sentenza non sembra assolutamente dietro l’angolo.

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