di Fra. Mar.
Sono passati nove anni da quando Sonia Marra sparì nel nulla dal suo appartamento di Perugia in cui viveva per studiare. Da quell’ultima telefonata fatta con la madre la sera del 16 novembre 2006 non si è mai più avuta nessuna notizia di lei e a Perugia, è ancora in corso il processo di primo grado a Umberto Bindella che, secondo la tesi della procura, l’avrebbe uccisa e ne avrebbe occultato il corpo. Ma lui, un ex guardia forestale, si è sempre detto innocente, e ha rinviato tutte le accuse al mittente sin dal primo momento.
Sentenza Adesso, o meglio nei prossimi mesi, arriverà la sentenza di primo grado. Sonia sparì da un anonimo appartamento della zona di Elce. O almeno è da lì che Sonia deve essere uscita. O deve essere stata costretta ad uscire. Sul dove e come e come sia avvenuta la sua fine, non esiste neanche la traccia più labile. Inghiottita nel nulla da anni. I familiari hanno sempre scartato l’ipotesi che lei si sia allontanata volontariamente. Per loro è morta. E’ stata uccisa. Ma non hanno neanche una tomba in cui andare a pregarla.
L’accusa Per la procura è Umberto Bindella il colpevole di aver ucciso Sonia Marra e di aver soppresso il suo cadavere, per una ipotetica gravidanza indesiderata. All’inizio del processo, il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini disse che «un omicidio in cui manca il cadavere non è un mezzo omicidio, ma, è un omicidio doppio anzi un omicidio permanente. Intendiamo dimostrare – aveva aggiunto il pm che rappresenta la pubblica accusa – che Umberto Bindella e Sonia Marra avevano rapporti da prima dell’estate 2006, e che la stessa Sonia a luglio aveva falsificato un esame per Bindella, che invece ha sempre minimizzato sul loro rapporto». Per l’accusa Bindella ha mentito sul rapporto che aveva con Sonia col solo scopo di tutelarsi e allontanare da sé i sospetti degli inquirenti. Sonia e Umberto si conoscevano perché entrambi frequentavano la scuola di Teologia di Montemorcino. Bindella, che si è sempre detto innocente, aveva ammesso di aver avuto un’amicizia con la Marra, ma aveva sempre negato di aver avuto una relazione con la ragazza e di essere il padre del bambino che aspettava. Stando a lui i due avrebbero avuto un solo approccio intimo oltre un mese prima della scomparsa della giovane. La versione di Bindella non corrisponde però a quanto riferito dalle amiche della ragazza e dal suo ex fidanzato.
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La gravidanza Secondo la procura il movente dell’omicidio sarebbe da ricercarsi proprio nella gravidanza indesiderata. Che avrebbe potuto dar vita ad una discussione sfociata in omicidio. Sonia prenotò una visita ginecologica a cui non si presentò mai. A sostegno della tesi accusatoria ci sono tra l’altro, la testimonianza di un’amica di Sonia che riferisce che i due non si vedevano molto, ma facevano sempre sesso, quella di poliziotto amico del 31enne a cui lo stesso Bindella avrebbe confessato di aver fatto «un gran casino» e una «cosa cattiva cattiva» ,e quella di una suora a cui la Marra avrebbe mostrato un sms del Bindella in cui lui le diceva di bere prima di fare il test di gravidanza.
La difesa Per le due legali di Umberto Bindella, Daniela Paccoi e Silvia Egidi, invece le strade che potrebbero portare a scoprire la verità sulla sorte di Sonia Marra sono altre.«Anche noi abbiamo interesse a stabilire la verità – aveva detto all’inizio del processo l’avvocato Paccoi – e se per il pm è un omicidio per noi è una scomparsa, in cui non c’è nessuna prova dell’omicidio. Bindella – aveva sostenuto ancora il legale – è una persona per bene di buona famiglia, che per colpa di questa accusa è rimasto senza lavoro ed è finito ai margini della società. Inoltre, come vedete è libero, e raramente ho visto persone accusate di omicidio libere al cospetto della Corte d’assise». La fine del processo, seppur dopo una lunga pausa di mesi, adesso è più vicina, e con questa, anche una prima verità, almeno quella processuale.
