di Chiara Fabrizi

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 18enne indagato per istigazione o aiuto al suicidio per la morte di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano (Chieti) trovato morto in un B&B di Perugia lo scorso 29 gennaio. E’ quindi durato pochi minuti l’interrogatorio di garanzia del giovanissimo, agli arresti domiciliari disposti dal gip Margherita Amodeo per aver «incoraggiato» Prospero a togliersi la vita ingerendo ossicodone e benzodiazepine. In base a quanto emerso il 18enne di Roma non ha reso neanche dichiarazioni spontanee sui messaggi trovati nelle chat con Prospero, né sono state depositato memorie. Infine, il suo difensore, l’avvocato Alessandro Ricci, non ha chiesto la revoca della misura cautelare.

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