Un summit immediato, alla luce di un provvedimento «gravissimo» come l’interdittiva prefettizia a Gesenu per via di presunte infiltrazioni mafiose in Sicilia. La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha incontrato a Palazzo Donini il sindaco di Perugia Andrea Romizi e il vicesindaco Urbano Barelli per fare il punto della situazione.
Strategia in attesa Regione e Comune hanno provato a delineare gli scenari possibili. L’interdittiva firmata dal prefetto De Miro, infatti, potrebbe essere solo il primo dei provvedimenti adottati. Nei prossimi cinque giorni, la rappresentante del governo sul territorio potrebbe decidere ulteriori misure, tra cui anche il commissariamento, come avvenuto in altri contesti e in altre situazioni dopo l’interdittiva antimafia.
Scenari e paure Il timore delle istituzioni locali è che le misure adottate influiscano, oltre che sulla possibilità di partecipare a ulteriori gare, all’operatività di Gesenu negli appalti in essere. «L’interdittiva prefettizia antimafia alla Gesenu – commenta la presidente Marini – società di notevole rilevanza per la gestione dei rifiuti nella nostra regione, è un fatto gravissimo che merita attenzione, a cominciare dalle istituzioni. E’ noto, infatti, quale sia il ruolo di Gesenu nella sua titolarità di molti contratti di servizio in essere nella nostra regione, non solo per ciò che riguarda tutto il sistema di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle città, ma anche per l’attività di gestione in capo a questa società degli impianti di trattamento dei rifiuti. Come rappresentanti delle istituzioni – sottolinea Marini – abbiamo voluto avviare da subito una attenta riflessione sui provvedimenti adottati dal prefetto De Miro, soprattutto al fine di individuare ogni azione possibile per tutela la centralità e funzionalità del servizio di raccolta dei rifiuti, di pulizia delle città e di gestione dello smaltimento degli stessi secondo quanto previsto dal nuovo Piano regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con particolare attenzione alle problematiche amministrative conseguenti all’interdittiva».
Nuovo incontro A questo incontro ne seguirà a breve un altro con i rappresentanti degli altri comuni e enti che hanno contratti di servizio con la Gesenu. «La Regione Umbria – chiarisce Marini – si è attivata da tempo, anche con il nuovo Piano regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per segnare un netto spartiacque indirizzandosi sempre di più verso la raccolta differenziata. Ed è già importante e significativo che nel suo insieme l’Umbria sfiori ad oggi il 50 per cento di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti, così come ci indicano gli obiettivi dell’Unione Europea. Se anche il territorio della Provincia di Terni e l’area del folignate-spoletino si impegneranno per incrementare il più possibile la raccolta differenziata, la nostra regione non solo avrà raggiunto e superato il valore del 50 per cento, ma si caratterizzerà quale una delle regioni con il più alto tasso di raccolta differenziata. Occorre, insomma, una forte e decisa discontinuità che perseguiremo con determinazione».
Comune: «Pronti a ogni azione» Anche l’Amministrazione comunale segue «con attenzione l’evolversi della situazione che vede coinvolta Gesenu, alla quale è stata notificata una misura interdittiva da parte della Prefettura. L’avvio di tale procedura nasce da rapporti imprenditoriali che l’azienda avrebbe avuto nel tempo in Sicilia, e rispetto ai quali, tra l’altro, ha manifestato nell’ultimo anno la propria volontà di concludere. L’attuale Amministrazione è la prima interessata a fare chiarezza anche su eventuali responsabilità di scelte avvenute in passato che non si sono condivise allora, né oggi. L’obiettivo di questa Amministrazione – prosegue la nota – è garantire il regolare svolgimento dei servizi pubblici, se possibile migliorandoli, e difendere la storia industriale ed i livelli occupazionali dell’azienda. E’ per questo che il Comune è pronto a mettere in campo ogni azione che, da un lato, sia di garanzia per i cittadini e, dall’altro, possa favorire il chiarimento della situazione stessa».
Leonelli: «Accelerare le riforme» Per il segretario regionale del Pd «la vicenda sottolinea con drammatica evidenza la necessità e l’urgenza di accelerare il processo riformatore messo in campo dalla Regione in riferimento alla razionalizzazione della gestione dei servizi fondamentali. Serve, ora, tenere il passo delle riforme in merito alla istituzione di un gestore unico per acqua e rifiuti oltre che alla qualificazione delle partecipazioni societarie degli enti pubblici nelle società di servizi, voltando definitivamente pagina anche rispetto a una stagione di investimenti fuori regione la cui criticità è oggi sotto gli occhi di tutti».
