«Sovraffollate e carenti, ormai in forma cronica, di personale»: riassume così la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, la situazione dei quattro istituti penitenziari umbri, illustrando alla Giunta regionale un’informativa che ne fotografa la delicata condizione.
Troppi detenuti Al 31 dicembre del 2010 i detenuti reclusi nei quattro istituti di pena umbri erano 1.672 . Tra le prime criticità segnalate dalla vicepresidente c’è il numero dei detenuti, «in particolare di quelli presenti nelle sezioni del circuito di media sicurezza, decisamente superiore alla capienza tollerabile. Significativo negli ultimi quattro anni inoltre, l’aumento della popolazione penitenziaria, che ha fatto registrare la quasi triplicazione della presenza di detenuti con un notevole aumento di spesa sociale e sanitaria per gli enti locali e le Asl. «Tutto ciò – ha detto – sommato alla carenza di personale sia dell’area educativa, che di polizia penitenziaria, rende particolarmente difficoltosa, se non impossibile, la differenziazione del trattamento e la rieducazione all’interno degli istituti». «Negli istituti umbri infatti – ha precisato la vicepresidente – è stato registrato un tasso di sovraffollamento del 75% rapportato alla capienza regolamentare degli istituti di pena, e del 6 per cento rapportato alla capienza tollerabile (capienza regolamentare 954 posti, capienza tollerabile 1564 posti). Le donne costituiscono approssimativamente il 3,5-5% della popolazione detenuta umbra».
Maggioranza stranieri a Perugia e Terni Per quanto riguarda la provenienza dei detenuti la vicepresidente ha segnalato che quelli con “residenza anagrafica” in Umbria nel 2010 in totale erano 675 su 1672, mentre i detenuti che risultavano nati in un comune dell’Umbria erano solo 57 cioè il 4% del totale dei presenti negli istituti di pena. La presenza dei detenuti stranieri è sempre stata significativa nel corso degli anni, sia in termini assoluti che percentuali (765 al 31 dicembre 2010), particolarmente critica da questo punto di vista è la situazione degli istituti di Perugia Capanne e di Terni. Presso la casa circondariale di Perugia gli stranieri costituiscono oltre il 68 per cento del totale dei detenuti e presso la casa circondariale di Terni il 50% circa. Inoltre, bisogna evidenziare che questi spesso, presentano problematiche di tossicodipendenza: dai dati forniti dall’amministrazione penitenziaria emerge infatti, che più del 28% dei detenuti stranieri è tossicodipendente. Delicata anche la situazione dei figli di detenute che, fino all’età di tre anni sono accolti in carcere con le madri.
Pochi agenti Altra questione spinosa è la grave situazione del personale di polizia penitenziaria la cui dotazione organica è di 1.060 unità: il personale contingente di polizia penitenziaria in servizio nella regione, sia per assegnazione definitiva che temporanea, risulta però di 804 unità, di cui 785 presso gli istituti di pena, 18 presso il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e uno presso l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna Perugia. Presenti negli Istituti di Spoleto e Terni 64 unità appartenenti al Gruppo operativo mobile addetti alla custodia dei detenuti sottoposti a regime previsto dall’art. 41 bis. Critica anche la situazione del personale dell’area educativa: nel corso del 2010 ogni educatore della casa circondariale di Perugia e della casa di reclusione di Spoleto hanno avuto rispettivamente, in media, in carico oltre 140 e oltre 130 detenuti, a fronte di una media regionale già alta di 96 detenuti.
L’impegno della Regione «Il nostro impegno come Regione – ha detto Casciari – si è sviluppato in particolare nel reinserimento sociale e lavorativo, nella tutela della salute delle persone detenute e sul versante delle politiche sociali. Nel Piano sociale regionale si profilano due campi d’intervento, uno di carattere socio-assistenziale relativo alla condizione dello straniero, l’altro di carattere sanitario che attiene alla tutela della salute delle persone quale diritto costituzionalmente riconosciuto.»


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