Il carcere perugino di Capanne

di Chiara Fabrizi

Dopo sei anni di anonimato il carcere di Capanne ha finalmente una pianta organica. Il chiarimento ai sindacati arriva direttamente dal provveditore regionale Ilse Runsteni. Insomma, da qualche giorno la casa circondariale di Perugia e gli oltre 200 agenti che tra mille difficoltà prestano quotidianamente servizio nei vari reparti non sono più dei fantasmi. In una lettera ai sindacati datata 27 ottobre Runsteni mette nero su bianco l’incrocio di comunicazioni col ministero e anche le carenze degli altri tre istituti di pena umbri: Spoleto, Orvieto e Terni. Ma vediamo.

Capanne non è più un fantasma Almeno per il provveditore regionale l’istituto penitenziario di Perugia esiste e da qualche giorno dovrebbe essere così anche per il ministero. Una buona nuova che, pur arrivando dopo più di un lustro di attività del carcere perugino, rinfranca di non poco gli agenti della penitenziaria di servizio in Umbria. Il problema, come aveva raccontato Umbria24.it, era sorto il mese scorso quando il Dap (dipartimento di amministrazione penitenziaria) aveva comunicato alle sigle sindacali che neanche una delle oltre 700 nuove unità appena formate e assunte sarebbero state inviate in uno dei quattro carceri umbri. Insomma, niente rinforzi perché non ne avete bisogno. In estrema sintesi, per i sindacati il Dap considerava ancora operativo il carcere di piazza Partigiani di ben più ridotte dimensioni e, dunque, i calcoli per le assegnazioni di agenti erano stati effettuati sulla base di un errore grossolano: non considerare l’apertura del nuovo carcere di Capanne.

A Capanne mancano 142 agenti Il 27 ottobre invece il provveditore Runsteni nella nota ufficiale inviata a Roma ha prima ammesso l’errore del ministero e poi proceduto a comunicare la pianta organica dell’istituto perugino. Il documento è stato redatto da un gruppo di lavoro e ad oggi è in attesa dell’approvazione ministeriale. Secondo la tabella, l’organico di Capanne dovrebbe essere di 379 unità. Al 18 novembre 2011, invece, sono appena 237 gli agenti in servizio nell’istituto perugino. Che tradotto significa una carenza di personale di 142 agenti, il 37% circa. Per i sindacati il dato però non è effettivo. La pianta organica, infatti, è stata stilata sulla base di «tre o quattro turni», quando invece una giornata di lavoro viene regolarmente suddivisa in quattro e mai in tre. Quello che è importante capire ora è se il ministero della Giustizia assimilerà il contenuto di questa comunicazione procedendo a una revisione delle assegnazioni oppure continuerà a fare orecchie da mercante lasciando operare gli agenti umbri in una situazione emergenziale.

Spoleto, Orvieto e Terni Nella comunicazione ufficiale del 27 ottobre il provveditore allega anche le piante organiche degli altri tre istituti umbri. Nella tabella vengono rilevate, naturalmente, anche le carenze di personale di Spoleto (37), Terni (29) e Orvieto (17) che in totale ammontano a 83 unità. In totale mancano, quindi, 225 agenti in Umbria. In merito Runsteni chiede: «Emergendo per tali reparti una proporzionale carenza non si ritiene per l’attuale assegnazione degli agenti del CLXIII (i 700 appena formati e assunti, ndr) di procedere in P.C.D. in variazione. Si richiede di sanare o comunque attenuare proporzionalmente predetta carenza».

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