Carcere (foto Troccoli)

di Chia.Fa.

Allah akbar. Questo avrebbero gridato all’interno del carcere di Maiano tre detenuti nordafricani, sembrerebbe di nazionalità di tunisina, la sera del 13 novembre, poco dopo i tragici attentati di Parigi.

Gridano Allah akbar in carcere Non è chiaro se i reclusi protagonisti della vicenda, che trova conferme ufficiali ma su cui finora non filtra alcun dettaglio, abbiano voluto manifestare adesione all’orribile attacco che ha causato 129 morti, oppure se l’esternazione dei tre detenuti per reati comuni possa inserirsi in un contesto di diverso tipo. In questo senso sarebbero in corso una serie di accertamenti perché soprattutto in queste ore le autorità non possono sottovalutare alcunché. Intanto nel carcere di Maiano sarebbero anche stati attivati particolari protocolli di sicurezza che, in sostanza, prevedono un irrigidimento dei controlli all’interno della casa di reclusione.

La condanna dell’imam di Spoleto Intanto giovedì mattina la comunità musulmana di Spoleto ha espresso «profondo cordoglio per i tragici fatti di Parigi e per tutti i familiari dei ragazzi uccisi dalla barbarie di gente che non conosce il significato dell’Islam. La nostra comunità – prosegue la nota firmata dall’imam Ototess Addelladì – è aperta a condividere con tutte le etnie la dignità umana e i valori dei diritti umani. È importante e fondamentale non confondere la religione musulmana e i suoi credenti coi terroristi dell’Isis che macchiano il buon nome dell’Islam e non hanno niente a che fare con Dio».

Santa messa in Duomo A Spoleto sabato 21 novembre alle 9 in Duomo, il vicario generale dell’archidiocesi Spoleto-Norcia, monsignor Luigi Piccioli, presiederà la mensile messa con i membri della confraternita della Santissima Icone. «Nel corso della celebrazione – afferma monsignor Piccioli – pregheremo per le vittime dell’attentato terroristico di Parigi e chiederemo alla Vergine Maria, venerata nella nostra Cattedrale col titolo di Santissima Icone, di volgere il suo sguardo materno sul mondo, facendo sbocciare nel cuore degli uomini sentimenti di pace, dialogo, convivenza civile, riconciliazione e integrazione. Chiediamo a quanti possono – conclude il primo collaboratore dell’arcivescovo Renato Boccardo – di unirsi a noi nella preghiera per affidare a Dio le vittime di questa tragedia».

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