guardia di finanza al lavoro (Foto archivio)

di Maurizio Troccoli

Controlli a tappeto da parte della guardia di Finanza per scovare gli evasori del canone Rai. Sono 12 i cittadini beccati in questi ultimi giorni di controlli attivati dalle fiamme gialle, in collaborazione con la sede Rai regionale. Secondo quanto scritto dagli agenti della Guardia di Finanza basterebbe essere in possesso di un televisore per essere obbligato al pagamento del canone. Per le verifiche è stato predisposto uno specifico programma di controllil.

Il piano regionale di contrasto A segnalare i possibili evasori sarebbe proprio la sede Rai regionale, infatti «nel quadro attuativo di un preciso piano Regionale di contrasto all’evasione del canone – scrive in un comunicato la guardia di Finanza -, attuato in sinergia con la sede Rai regionale per l’Umbria, che di norma segnala i nominativi dei possibili evasori del canone» vengono attivati tutti i controlli e la raccolta delle informazioni. Grazie a questo piano di contrasto basato sulla modalità della «segnalazione», «la Guardia di Finanza di Perugia   – continua la nota delle fiamme gialle – ha scovato 12 cittadini residenti nei vari comuni limitrofi al lago Trasimeno per non aver pagato il canone annuale ordinario Rai tv».

Basta avere la tv Basta avere la tv in casa per essere obbligato al pagamento del canone, anche se non la si accende o anche se non si accede ai canali Rai. «Al riguardo si ricorda che gli abbonamenti ordinari del canone riguardano la mera detenzione – ancora il comunicato –  nell’ambito familiare di uno o più televisori apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive».

Così avvengono i controlli «Gli uomini delle fiamme gialle – continua la nota –  non verificano di persona la presenza dell’apparecchio in casa, come avviene per gli esercizi commerciali in genere (bar, ristoranti etc.) con un semplice provvedimento di accesso, ma sulla base degli sviluppi delle informazioni in possesso inviano a tutti i soggetti segnalati un invito a comparire in ufficio per verificare preliminarmente la concreta situazione di fatto ed eventualmente contestare il mancato pagamento del canone per l’ anno in corso e quelli pregressi non ancora scaduti in ragione del possesso di apparecchi TV».

Dimostrare di non avere la tv E’ il contribuente quindi che «deve dimostrare di non essere in possesso di un televisore» una volta che viene contattato «o di aver già pagato il canone dovuto. Altrimenti dovrà regolarizzare la propria posizione mediante il pagamento del canone maggiorato degli interessi in ragione dei mesi di ritardo, più la sanzione amministrativa da due a sei volte il canone dovuto».

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3 replies on “Canone Rai, controlli a tappeto ai privati: le fiamme gialle scovano 12 evasori nel perugino”

  1. Come se oggi la tv si guardasse solo in tv… Sveglia!!! Lo sanno alla GdF che esistono i pc e la rete?
    Ma ci vuole tanto per trasformare una tassa bizantina e concettualmente primitiva in qualcosa di più semplice e lineare?
    Basterebbe mettere una modestissima quota sulle bollette di energia elettrica per risolvere il problema, ma l’Italia è il paese dove l’ufficio “complicazioni cose semplici” è sempre attivo.
    Così per l’incapacità di fare qualcosa di semplice si violano i basilari concetti costitutivi di uno Stato liberale e democratico.
    Come dire: da Stato liberale e democratico a Stato di Polizia!

    Verrebbe da dire…”aridatece er puzzone!!!”.

    1. Bhe mio caro scrittore, concordo pienamente fino a quando scrivi: a TRASFORMARE UNA TASSA BIZANTINA ECC ECC!….Una tassa chiamala ici, chiamala imu chiamala abbonamento rai o bollo o tassa di propietà , sempre di tasse si parla. e , in questo periodo dire questa brutta parola è come gettare acqua santa sul diavolo.
      Chi ti scrive è uno favorevole al pagamento delle tasse, quando si è in tutti a pagarle, ma ogni tassa va consociata alla possibilita per cui si paga la tassa di esserne proprietario e pagare. O non esserlo e non pagare.
      Vengo al dunque: la comunicazione e l’informazione è un diritto sancito dalla costituzione, la tassa chiamata canone abbonamento rai è una tassa che pagano chi guarda la rai? No,, assolutamente! basta infatti avere un apparecchio radiotelevisivo in casa per essere costretti a pagare la tassa! Sarebbe invece a mio avviso il caso di dire SVEGLIATEVI!! Visto che siamo nell’era della tecnologia, installate un filtro passa banda e lasciate decidere agli utenti chi vuol trasformarsi in contribuenti! Non viceversa!!!!! Vedrete cari amministratori rai quanti consensi acquisireste!!!

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