di Chiara Fabrizi
Tutti i maggiori Comuni dell’Umbria aderiscono alla cancellazione delle multe per violazione del Codice della Strada, con l’eccezione di Terni che rinuncia a causa dei guai di bilancio.
Cancellazione delle multe Sì, perché la manovra del governo ha dato la possibilità ai municipi di decidere entro il 31 gennaio se stralciare o meno le multe inferiori ai mille euro affidate alle agenzie di riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015. Per la verità a doversi pronunciare con apposita delibera sono soltanto gli enti locali non intenzionati a far scattare la tagliola, che per le multe si abbatte soltanto sugli interessi. In ogni caso, tutte le giunte comunali sentite da Umbria24 hanno approntato informative e direttive per indicare agli uffici come procedere.
Perugia cestina 1,4 milioni di interessi In particolare, secondo le valutazioni preliminari fornite, il Comune di Perugia si prepara a cancellare 1,4 milioni di euro, ma la cifra potrebbe subire delle variazioni. «Aderiamo alla previsione di legge al fine di agevolare i cittadini in un momento storico che è anche particolarmente difficile», ha detto l’assessore al bilancio Cristina Bertarelli, secondo cui «rendere disponibile al cittadino questo beneficio non avrà una particolare incidenza in bilancio».
Terni rinuncia per i guai di bilancio A Terni, invece, la giunta ha ritenuto di non procedere alla cancellazione delle maggiorazioni delle sanzioni, perché l’ente è ancora in stato di dissesto. In particolare, l’esecutivo ha definito una proposta di delibera per la non applicazione dell’opzione, ovvero dello stralcio, in cui si legge che le sanzioni per violazioni del Codice della strada che avrebbero potuto essere ricomprese nell’operazione girano intorno a 2,4 milioni. Tuttavia, la cancellazione di questi carichi, è scritto nella delibera, «potrebbe determinare un pregiudizio agli equilibri finanziari dell’ente ed effetti negativi sul risultato di amministrazione». Da qui lo stop.
Foligno e Spoleto aderiscono Pronti all’adesione, invece, sia il Comune di Foligno che quello di Spoleto, con il primo ente che però non ha fornito la quantificazione delle sanzione, mentre dalla città del Festiva a a spiegare che si procederà a stralciare circa 450 mila euro relativi a maggioranzioni di multe è il sindaco Andrea Sisti. «La scelta più che politica è tecnica, perché l’analisi che stiamo facendo dimostra che trascorsi dagli otto ai 15 anni senza riscossione e per importi bassi ha poco senso mantenere i residui» ha detto Sisti, evidenziando che «la capacità di riscossione del Comune nel 2022 è nettamente migliorata» e pure che «la cancellazione dal punto di vista del bilancio migliora il fondo di dubbia esigibilità».
Città di Castello fa retromarcia A differenza di quanto affermato il 20 gennaio scorso attraverso l’assessore al bilancio Mauro Mariangeli, il Comune di Città di Castello ha scelto di non aderire. «Con provvedimento del consiglio comunale del 30 gennaio, l’ente – è scritto in una nota – ha deliberato di non dare applicazione alle disposizioni relative allo stralcio parziale dei debiti fino a mille euro iscritti in carichi affidati dal Comune all’agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. Lo stralcio avrebbe comportato l’annullamento automatico delle somme dovute a titolo di interessi per ritardata iscrizione a ruolo, di sanzioni e di interessi di mora di cui. In particolare per le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del codice della strada, lo stralcio avrebbe operato limitatamente agli interessi, comunque denominati, compresi gli interessi semestrali e gli interessi di mora».
