di Francesca Marruco
Truffa e malversazione. Sono questi i reati per cui il presidente del comitato territoriale dell’Umbria della Figc, è stato rinviato a giudizio insieme ad altre otto persone. Lo ha deciso martedì mattina il gup di Perugia Alberto Avenoso, che contestualmente li ha prosciolti dal reato di falso, «perché il fatto noon sussiste». Insieme al numero uno della Figc umbra andranno a processo il progettista Lanfranco Rossi, il segretario della Federcalcio Valerio Branda e alcuni componenti del consiglio direttivo: Mario Cicioni, Carlo Emili, Naldino Forti, Roberto Lombrici, Luciano Paccamonti e Giuseppe Palmerini.
Truffa Secondo l’accusa gli imputati avrebbero per mezzo di «documentazione alterata e non rappresentativa del vero atta a dimostrare l’inizio dei lavori per la realizzazione di un impianto sportivo consistente in un campo di calcio e strutture pertinenziali, adiacente alla sede del Comitato», eavrebbero indotto «in errore i funzionari della Regione che provvedevano all’erogazione del primo rateo del finanziamento a fondo perduto per complessive 300mila euro, di 150mila euro, nonché al secondo rateo di 120mila euro».
Malversazione Non solo, perché oltre alla truffa, il pm Petrazzini contestatva loro anche la malversazione perché, come recita il capo d’imputazione, avrebbero «impiegato per finalità estranee a quelle di erogazione, i ratei del contributo concesso ed erogato dalla Regione Umbria per la realizzazione dell’impianto sportivo». In particolare, secondo la ricostruzione accusatoria, i primi 150 mila euro sarebbero stati «utilizzati per finalità diverse», oltre 94mila euro sarebbero stati usati per «fini gestionali». Il gup Avenoso avrebbe motivato la sua decisione dicendo che la questione «necessita di approfondimento» in quanto non spetta al giudice dell’udienza preliminare stabilire se vi siano «elementi di colpevolezza».
Difesa Amaro il commento dell’avvocato Marco Brusco, che difende Luigi Repace: «Siamo soddisfatti a metà, perché pensavamo che potesse chiudersi già oggi tutta la vicenda, invece dovremo attendere un po’ più di tempo». Si perché Repace ha sempre erivendicato la correttezza del suo operato, anche in occasione dell’inaugurazione del campo di calcio che venne poi realizzato in seguito al dissequestro dell’area da parte della magistratura. «E’ inutile negarlo – aveva detto il presidente Repace – abbiamo sofferto, molto, quando abbiamo assistito increduli a crociate contro il nostro progetto; abbiamo preso atto con sbigottimento di campagne di denigrazione, che nelle intenzioni di qualcuno avrebbe dovuto annientarci». Per l’accusa avrebbero costruito il campo in fretta e furia solo dopo l’inizio dell’inchiesta, per cercare di riparare al tutto. Il processo inizierà il 2 febbraio del 2016.
