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Al centro il comandante della Forestale Guido Conti

Pugno duro del Corpo forestale dell’Umbria contro la caccia senza regole. Oltre duecento uomini dei comandi provinciali di Perugia e Terni sono stati impegnati sabato e domenica nel controllo del territorio, in particolare tra Todi, Orvieto, Gubbio, Orvieto, Spoleto, Trasimeno, Marsciano, Valnerina e Alta valle del Tevere, ovvero tutte quelle zone dell’Umbria dove si pratica di più la caccia. Otto le persone denunciate, 80 le sanzioni amministrative comminate per oltre settemila euro, nove i sequestri amministrativi di fucili, otto quelli penali. Tra i fatti più gravi scoperti dagli uomini guidati dal comandante regionale Guido Conti cacciatori con fucili senza riduttore, richiami elettronici non consentiti, detenzione di animali pericolosi e pure un rapace abbattuto e poi soccorso dalla forestale e trasportato al centro di recupero di Formichella.

Caccia al cinghiale I controlli si sono poi concentrati sulla caccia al cinghiale: 80 le squadre controllate per un totale di 600 cacciatori. In questo caso la forestale ha scoperto fucili senza alcuna custodia in automobile, auto parcheggiate sui prati, bossoli non raccolti, caccia in zone non consentite o a distanza non regolamentare, mancate annotazioni sui tesserini e, soprattutto, una errata o addirittura mancante segnalazione delle aree di accesso alla battuta di caccia. Per quanto riguarda le persone denunciate penalmente, tutti i dettagli sono stati inviati alle varie questure del territorio per sospendere o revocare i porti d’arma.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.