Studenti salgono sul bus

di Chiara Fabrizi e Massimo Colonna

Non volevamo neanche più andare a scuola, i quattro ragazzini di 13 e 14 anni vittime di atti di bullismo compiuti da tre coetanei denunciati dalla squadra mobile di Terni a margine di un’indagine tanto delicata quanto complessa scaturita dalle segnalazioni di una mamma. I sette coinvolti risultano tutti maschi e di nazionalità italiana.

Bullismo sul bus per la scuola con giochi violenti In base agli accertamenti compiuti dagli uomini del vicequestore aggiunto, Alfredo Luzi, che hanno ricostruito le vessazioni compiendo una serie di appostamenti e pedinamenti, il gruppetto di ragazzini sull’autobus per andare e tornare dall’istituto superiore veniva obbligato a compiere una serie di prove violente considerate sostanzialmente una specie di iniziazione al gruppo che definiva questa prima fase di ammissione ‘battezzo’. In particolare, i tre bulli costringevano i quattro coetanei ad avvicinarsi al finestrino dove veniva fatta scivolare una moneta che le vittime dovevano riuscire a fermare con la testa, battendo inevitabilmente più e più volte la fronte. L’altra prova riferita dalla questura di Terni era una sorta di quiz a cui seguivano schiaffi e pugni in caso di risposta errata.

Tre minorenni denunciati Secondo i riscontri investigativi consegnati alla procura della Repubblica del tribunale dei minori di Perugia, i tre bulli di fronte al rifiuto di partecipare ai giochi violenti da parte dei quattro ragazzini non tardavano a sferrare schiaffi e pugni come accertato dagli investigatori in borghese più volte saliti più volte sul pullman per individuare i responsabili. A mettere in allerta la mamma di una delle vittime sono stati i comportamenti del figlio che aveva iniziato a inventare una serie di scuse per scampare alla scuola che doveva necessariamente raggiungere in autobus, dove si consumavano gli atti di bullismo. Ma questo è stata soltanto la più grave delle conseguenze per le vittime diventate improvvisamente molto taciturne in famiglia, ma anche nelle relazioni sociali nell’ambito delle quali si sono manifestati evidenti segni di turbamento e disagio.

L’appello della questura I tre minorenni sono stati denunciati alla procura competente che stabilirà i provvedimenti del caso. Dalla questura di Terni, però, l’indagine rappresenta l’ennesima occasione per lanciare un appello alle mamme e ai papà, ma anche agli insegnanti e agli educatori sportivi, invitati a non sottovalutare i cambiamenti nei comportamenti dei giovanissimi che, questo il messaggio lanciato dalla polizia, devono essere tempestivamente segnalati alle autorità per verificare se all’origine possano esserci episodi di bullismo e non solo.

@chilodice e @tulhaidetto

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