Le bandiere a mezz'asta

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

Un attacco terroristico terribile quello avvenuto martedì mattina a Bruxelles. Un’azione simile a quella di Parigi del 13 novembre: più obiettivi in contemporanea. All’aeroporto due esplosioni, poi alla metropolitana alle fermate di Maelbeek e Schuman. La preoccupazione per i connazionali è tanta. Per aiutare la comunicazione di chi vuol dire ai propri cari che sta bene, Facebook ha anche attivato il Safety Check nell’area di Bruxelles.

Regione: condanna e bandiere La bandiera del Belgio, insieme alle bandiere dell’Italia, dell’Unione europea e della Regione Umbria, è stata esposta a mezz’asta sul balcone della facciata principale di Palazzo Donini. La Giunta regionale ha voluto così esprimere dolore e cordoglio per le vittime degli attentati terroristici di Bruxelles e vicinanza e solidarietà al popolo belga. E intanto l’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità una mozione di condanna del «gravissimo attentato terroristico che ha colpito la città di Bruxelles». Nell’atto si esprime «solidarietà e vicinanza» alle istituzioni e al popolo belga e ai familiari delle vittime e dei feriti. Si sottolinea che il «nuovo sanguinario attacco portato al cuore dell’Unione Europea, colpisce la nostra Istituzione che pone i valori della democrazia, della libertà e della tolleranza a fondamento delle comunità civili». Si ribadisce inoltre la necessità di «rafforzare le coscienze colpite da questo ennesimo crimine per opporre un baluardo inespugnabile contro chi vorrebbe far prevalere il terrore e la violenza». L’Aula di Palazzo Cesaroni, infine, «lancia dall’Umbria, terra di pace e di forte e radicata democrazia, in questa Assemblea legislativa rappresentata al più alto livello, un nuovo un forte impegno unitario contro il terrorismo. Perché oggi più che mai, di fronte a questi fatti terribili, dobbiamo interpretare al più alto livello i valori più profondi della nostra Repubblica democratica assicurando sempre di più, e meglio, il corretto svolgersi della vita delle istituzioni e dei cittadini».

SAFETY CHECK, VEDI SE I TUOI AMICI STANNO BENE

Testimonianze da Bruxelles Tra i molti umbri presenti a Bruxelles, le persone che lavorano nella sede della Regione Umbria, in piena zona delle istituzioni europee. «Siamo scioccate ma stiamo tutte bene – riferisce a Umbria24 Livia Menichetti – . Io ero a casa e al momento delle esplosioni stavo per uscire per andare a prendere la metropolitana, ma la mia collega Valeria mi ha suggerito di evitare e di andare a piedi. Poi ho tergiversato perché ero davanti alla tv. Paola, invece, per fortuna era già arrivata in ufficio. Io e Paola prendiamo tutti i giorni la metro e scendiamo a Schuman. E Paola lo ha fatto anche questa mattina. Per pochi minuti le è andata bene». La persona in questione è Maria Paola Simone, responsabile della sede, l’unica che si trovava in ufficio al momento degli attentati.

CONDANNA DELL’IMAM DI PERUGIA

«Ho sentito l’esplosione» Felice Romano, funzionario della Commissione europea, spesso a Perugia dove ha una proprietà, racconta a Umbria24: «Ero nel mio ufficio che affaccia proprio sulla metro di Maelbeek quando ho sentito una forte esplosione. Avevo appena finito una telefonata con i miei familiari in Italia per rassicurarli che stavamo bene. Mi sono quindi affacciato e ho visto del fumo uscire dalla stazione del metrò, feriti a terra, persone che scappavano e altri che che correvano per soccorrerli. Con i miei colleghi siamo stati chiamati e radunati dalla polizia e quindi messi in sicurezza».

Marini: «Angosciata, reagire» La presidente Catiuscia Marini ha subito pensato allo staff della delegazione, oltre che alla città di Bruxelles, a cui è legatissima. «Sono angosciata per quello che sta accendendo a Bruxelles – ha scritto su Facebook -. Sono vicina a Livia, Paola, Valeria che lavorano presso la sede della Regione Umbria. La mia mente va alle tante volte che sono transitata in quell’aereoporto ed anche le ore trascorse in Attesa dei voli…. Bruxelles e’ un simbolo per tutti i valori della nostra Europa a cominciare dalla democrazia». Marini, poi in una nota sottolinea come «l’attentato terroristico a Bruxelles, luogo di tutte le istituzioni comunitarie rappresenta un’aggressione profonda ai cittadini e colpisce al cuore anche i valori che le istituzioni europee rappresentano nel mondo. Grazie all’Europa abbiamo lavorato in questi settanta anni a rimuovere i rischi di guerre di conflitti nel continente europeo, contribuendo ad estendere i principi ed i valori fondanti la democrazia, attraverso la pacifica e non violenta politica dell’allargamento. Oggi – prosegue la presidente Marini – con gli attentati di Bruxelles a rischio ci sono la nostra sicurezza di cittadini europei, ma anche quei principi di libertà, tolleranza, uguaglianza che sono fondativi del carattere democratico dei nostri Paesi. Dobbiamo reagire con determinazione – sostiene – colpendo le basi terroristiche nel cuore dell’Europa, aumentando la capacità di sicurezza dell’Unione europea e di politica estera verso i Paesi terzi».

Ciprini insieme a attivisti M5s da Bruxelles «Dopo la prima notizia delle esplosioni in aeroporto, usciti dall’hotel ci hanno avvisato di altre deflagrazioni nella metro, di cui una in prossimità della sede del Parlamento europeo. Siamo tutti chiusi nella hall in attesa di istruzioni da parte dell’ambasciata. Stiamo seguendo gli aggiornamenti sul web visto che le linee telefoniche sono traballanti». Lo dicono i deputati del Movimento 5 Stelle, Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi che, insieme ad una delegazione di collaboratori ed attivisti, si trovano a Bruxelles dove stamane avrebbero dovuto partecipare a un incontro al Parlamento europeo sul tema del lavoro.
«Eravamo in prossimità della Commissione – raccontano – e chiunque avrebbe potuto essere coinvolto. Condanniamo con forza ogni forma di violenza e terrorismo. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e alle persone direttamente coinvolte».

Arci: «Scenari di guerra» «Quello che è successo e sta succedendo a Bruxelles è terribile e forte è la paura di trovarci, impotenti, in uno scenario di guerra». Lo afferma Arci nazionale in una nota. «E’ un attacco al cuore politico e istituzionale dell’Europa, perché viene colpita la capitale dove hanno sede le istituzioni dell’Unione Europea. Siamo vicini a tutti gli uomini e le donne che in questo momento in quella città stanno vivendo momenti di terrore. È arrivato il momento di gridare con forza che la soluzione bellica, adottata dall’occidente dopo l’11 settembre per combattere il terrore, ci ha reso meno sicuri. In 15 anni di conflitti il terrorismo non è stato sconfitto, anzi. Invece di sganciare bombe è necessario cercare soluzioni di pace, che alla cultura della morte oppongano quella dei diritti e dell’integrazione. Per rendere davvero più sicure la nostre città e combattere il terrorismo bisogna evitare scorciatoie che hanno alimentato la violenza e moltiplicato le guerre.  Si tratta di scegliere una strada più complessa, che prevede processi lunghi. Se vogliamo dare ancora una chance alla nostra democrazia e alle libertà conquistate a caro prezzo, bisogna sconfiggere la cultura del terrore con la cultura dei diritti e dell’uguaglianza».

Sindacati uniti Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, riunite in assemblea a Trevi esprimono, a nome del mondo del lavoro umbro, «fortissimo sdegno e totale condanna per i vili attentati che hanno colpito oggi la città di Bruxelles e quindi l’Europa tutta. Dall’Umbria, regione di pace, vogliamo in questo giorno di lutto e dolore esprimere tutta la nostra vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, alle cittadine e ai cittadini della capitale belga, ai quali ci lega un forte sentimento di fratellanza. Oggi più che mai l’Europa deve essere unita intorno ai suoi valori fondanti. Il movimento sindacale europeo e italiano sarà ancora una volta in prima linea per rispondere alla violenza terrorista con la forza della partecipazione e della democrazia».

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