La prima donna ad aver commesso un femminicidio in Italia è stata condannata lunedì a sedici anni di reclusione per aver ucciso la compagna e convivente. L’omicidio avvenne il dieci marzo di un anno fa e ad uccidere Marilena Ciofalo, fu Angela Toni, 35 anni, originaria di Gualdo Tadino.
La nuova relazione La Toni era un’ operaia in una fabbrica di materie plastiche a Rodengo Saiano (Brescia), quando ha comprato una pistola e ha ucciso la ex perché non accettava la fine della relazione. Le due continuavano a vivere insieme nonostante si fossero lasciate. La vittima aveva anche iniziato una nuova relazione sentimentale, e furono proprio le foto della nuova compagna della vittima ad armare la mano assassina della Toni.
Chiesti 30 anni Nel processo con rito abbreviato, il pm Gianmaria Pietrogrande aveva chiesto una condanna a 30 anni di carcere. Il gip che l’ha condannata a 16 anni di carcere ha concesso le attenuanti generiche con giudizio di equivalenza sulle aggravanti della premeditazione, della minorata difesa e della coabitazione.
