di Barbara Maccari

Non si placa la polemica tra il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta e il consigliere regionale tifernate dell’Idv, Oliviero Dottorini riguardo all’impiego del centro. Tutto è partito da una nota diffusa a mezzo stampa dal sindaco Bacchetta e dall’assessore comunale Alcherigi che hanno scritto alla Regione:

La missiva «E’ motivata e molto oggettiva nelle considerazioni di fondo la contrarietà dell’amministrazione comunale di Città di Castello rispetto alla decisione presa dalla giunta regionale dell’Umbria, su proposta della sua vicepresidente Carla Casciarri, che dal nuovo anno scolastico 2011/12 pone l’obbligo scolastico fuori dai percorsi della formazione professionale come, invece, avveniva dal 2008 con il decreto legge Fioroni». Non a caso il sindaco Bacchetta e l’assessore Alcherigi nel documento inviato bollavano questa decisione come un durissimo colpo inferto al Centro di Formazione Opera Pia Bufalini che da più di un secolo, oltre 102 anni, opera a Città di Castello: «Visto che se nessuno vuol mettere in discussione ruolo e centralità della scuola pubblica e altrettanto vero che non si possono sottacere le conseguenze di questa deliberazione che di fatto priva sia l’Alta Valle del Tevere che le persone che hanno maggiore difficoltà d’inserimento scolastica di un opportunità di formazione valida e capace nei fatti di ridurre il fenomeno crescente della dispersione scolastica, non vogliamo credere che il consigliere Dottorini, sempre in prima linea nel denunciare lo scarso peso politico dell’Altotevere, possa essere promotore e complice di una scelta che mette in discussione il ruolo se non l’esistenza stessa del Centro di Formazione Bufalini, anche e soprattutto alla luce di quanto avviene in altre regioni italiane, vedi Emilia Romagna, che hanno saputo far coincidere obiettivi fondamentale e del resto conseguenti come il rispetto della scuola pubblica e la tutela di ruolo e funzioni dei centri di formazione professionali».

La richiesta di intervento Pertanto Bacchetta ed Alcherigi hanno chiesto allo stesso capogruppo Idv Dottorini di intervenire sull’assessore Casciarri, del suo stesso gruppo politico, affinché questa decisione venisse rivista e il Bufalini potesse tornare ad essere operativo nei percorsi integrati di istruzione e formazione validi anche per l’obbligo scolastico annunciando anche che il comune di Città di Castello, insieme a quello di San Giustino e alla Provincia di Perugia, si sarebbe fatto comunque promotore di un’iniziativa politica e legislativa tendente, appunto, ad emendare la delibera regionale, modificandola nella direzione sopra specificata.

Pronta la risposta di Dottorini: «Anziché annunciare l’invio di documenti, per altro mai pervenuti al sottoscritto, il sindaco Bacchetta si preoccupi di mantenere qualcuna delle tante promesse che ha dispensato ai cittadini in campagna elettorale». «La vicenda del Centro di Formazione Bufalini è questione troppo seria per essere liquidata con la solita politica degli annunci da parte di un Sindaco che, evidentemente colto da un momento di alterazione, non trova di meglio da fare che evitare le proprie gravi responsabilità chiedendo a mezzo stampa un intervento da parte del sottoscritto sull’assessore regionale Casciarri. Ci risulta che l’assessorato all’istruzione e welfare abbia seguito un percorso di rigoroso confronto con la scuola operaia Bufalini, con le organizzazioni sindacali, con l’ufficio scolastico regionale, con i competenti assessori provinciali per riorganizzare l’obbligo di istruzione in un percorso di tipo sussidiario integrativo in fase sperimentale e per il solo anno scolastico 2011-2012. Teniamo a ribadire che quella degli interventi e delle pressioni su un componente della Giunta, anche se del nostro stesso gruppo politico, non appartiene alle nostre modalità di lavoro. Noi preferiamo discutere le questioni in maniera aperta e trovare soluzioni, a differenza di chi evidentemente pensa che le questioni politiche si risolvano attraverso colloqui privati e amicali. Per ciò che riguarda il nostro essere sempre in prima linea nel denunciare lo scarso peso dell’Altotevere rispetto al resto della Regione, riteniamo che non sia il frutto di un’opinione personale, ma un dato di fatto che è sotto gli occhi di tutti e che in modo maldestro Bacchetta cerca di mascherare».

La replica di Bacchetta Bacchetta non ci sta ed invia una nuova nota stampa in data 7 luglio. «C’è del vero in quel vecchio adagio della tradizione popolare recitante bisogna stanare la volpe, se è bastato appena uno stormir di foglie, quale può essere considerato un semplice richiamo a esercitare il proprio ruolo istituzionale, cui tra l’altro lo ha designato un voto fortemente tifernate, per far uscire allo scoperto Dottorini e la sua evidente estraneità alle sorti del Centro Bufalini». Cosi il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e l’assessore alle politiche scolastiche Mauro Alcherigi prendono atto della risposta di Dottorini: «Una palese e pubblica dichiarazione di disinteresse al problema da parte del consigliere regionale dell’Idv rispetto al formale appello per un’azione concertata sulla Regione ed in particolare sulla vicepresidente ed assessore al ramo Carla Casciarri, anch’essa dell’Idv, per scongiurare gli effetti derivanti in chiave locale dalla decisione dell’obbligo scolastico fuori dai percorsi formativi che, appunto, pone a serio rischio d’estinzione il ruolo del Bufalini». «Vorrà dire – concludono Bacchetta e Alcherigi – che questa amministrazione e più in generale Città di Castello nel suo insieme per ‘difendere’, un temine abituale questo evidentemente solo alla propaganda elettorale di Dottorini, la funzione se non l’esistenza di un’istituzione locale più che secolare dovranno rivolgersi ad altri interlocutori».

Ancora Dottorini «Invito sommessamente il sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà istituzionale. La carica che ricopre dovrebbe suggerirgli capacità di affrontare e risolvere i problemi, non di giocare allo scaricabarile. Se ha qualcosa da proporre per Città di Castello, lo incontreremo con autentica disponibilità. Se vuole coinvolgerci in una rissa tesa a camuffare le sue incapacità amministrative, lo invitiamo a rivolgere altrove le sue bizzarre esternazioni». Così Oliviero Dottorini commenta così quelle che definisce «stravaganti affermazioni» di Bacchetta pubblicate su Umbria24.it. «Conosciamo le difficoltà di Bacchetta a rispondere alle tante richieste che giungono all’indomani della sua elezione, – osserva Dottorini – così come non ci stupisce la sua incapacità di affrontare i problemi senza subalternità rispetto alle politiche regionali. Del resto – continua il capogruppo dell’Idv – il capitolo formazione è indubbiamente una delle tante inadempienze che caratterizzano la sua pluriennale gestione amministrativa. Tuttavia, se intende unirsi a noi nella battaglia per non cedere i corsi di Villa Montesca o per non svendere l’ex Ospedale al nuovo sostenitore della Giunta, Polidori, sarà il benvenuto. Quanto alla Scuola Bufalini, – va avanti Dottorini – ci pare che abbia già perduto l’occasione per intervenire concretamente e proficuamente. In ogni caso, – conclude – che ci sia questo incontro o meno, noi ci impegneremo con tutte le nostre energie per trovare una soluzione che salvaguardi la dignità del Centro Bufalini».

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.