Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Astensione per incompatibilità del gup Daniela Caramico D’Auria, che per lo stesso fascicolo si è già pronunciata come gip. Slitta al 22 marzo la decisione sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla procura della Repubblica di Spoleto a carico dell’ex presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, e altri tredici tra manager dell’istituto di credito umbro e imprenditori, a cui si contesta a vario titolo la bancarotta fraudolenta per il crack della Baronci costruzioni e l’appropriazione indebita per tre finanziamenti concessi ed erogati a soggetti che in base alle norme creditizie non avevano titolo per beneficiarne.

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Inchiesta Bps in aula: gup incompatibile In aula martedì mattina si è quindi registrato un nulla di fatto sulla maxi inchiesta aperta nel luglio del 2012 a carico dei vertici di Palazzo Piaciani. Nei prossimi giorni il fascicolo dovrà essere riassegnato a un altro giudice che il 22 marzo sarà chiamato a pronunciarsi sulle richieste avanzate a fine novembre dalla procura di Spoleto. Tuttavia fin da ora tra le massicce fila delle difesa, nel pool di avvocati anche Manlio Morcella e Luciano Ghirga, si riferisce di una raffica di eccezioni preliminari che saranno presentate nell’udienza di fine marzo, tra cui difetti di notifica. Non è quindi escluso che sul procedimento penale possa registrarsi un altro rinvio.

Slitta la decisione su Antonini e altri 13 L’inchiesta come noto nel luglio 2012 ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 persone, salite a 34 nel secondo filone del maggio 2013, quando vennero anche appesantite le accuse con l’associazione a delinquere e l’usura. Contestazioni, queste ultime, cadute nell’ultima fase dell’indagine che ha fatto registrare anche l’archiviazione di venti posizioni. Le richieste di rinvio a giudizio sono a carico di quattordici tra manager e imprenditori, oltre all’ex numero uno Antonini.

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