Gli agenti del commissariato di Assisi hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta urgente della procura della Repubblica, nei confronti di uno stalker che, nonostante fosse già stato sottoposto al divieto di avvicinamento della vittima, ha nuovamente compiuto nei suoi confronti gravissimi episodi di violenza.

I fatti La richiesta di aiuto giunta al commissariato ha fatto si che i poliziotti si recassero, nei giorni scorsi, nell’abitazione della vittima che, impaurita dalla presenza sotto casa del suo persecutore, ha richiesto urgentemente protezione. I poliziotti conoscono bene la vicenda ed è chiara la serie di atti vessatori, prevaricatori e ossessivi posti in atto nei confronti della giovane fino a qualche mese prima, finchè l’aggressività criminale del giovane non fosse contenuta dapprima dalla misura cautelare degli arresti domiciliari e successivamente con la misura, meno afflittiva, del divieto di avvicinamento.

La ricostruzione Arrivati sul posto è scattato il piano di tutela della vittima. Sono giunte più pattuglie per presidiare le vie limitrofe dell’abitazione della ragazza. Del ragazzo tuttavia nessuna traccia. Come confermato da una testimone successivamente, l’auto del ragazzo era rimasta in sosta alcuni minuti davanti l’abitazione per poi ripartire. Entrati nell’abitazione della ragazza per assicurarsi che stesse bene, gli agenti della polizia si sono trovati davanti una scena inquietante: la ragazza camminava con fatica. Alla sola vista degli agenti è scoppiata in un pianto liberatorio e ha deciso di raccontare quanto accaduto la settimana prima, fatti sui quali ha tenuto all’oscuro persino i genitori.

Tiene tutto nascosto Il ragazzo, ossessionato oltre che da sentimenti di gelosia anche da rancore per il periodo passato agli arresti domiciliari, l’ha contattata e con minacce ha preteso che si recasse a sua casa per un chiarimento. Lei, per evitare il peggio, in modo sconsiderato, ha deciso di assecondarlo e di andare da lui. Appena entrata nell’abitazione il ragazzo ha chiuso la porta a chiave impedendone ogni sua via di fuga. Si avventava contro di lei con botte e calci, che riducevano la ragazza sul punto di svenire. Solo a quel punto lo stalker tornato in sé, ha aperto la porta e l’ha liberata. La ragazza non ha detto nulla a casa di quanto accaduto. Si è ricomposta provando ad andare avanti. Ma il giorno dopo i dolori e i segni sono così evidenti che l’hanno costretta a recarsi al pronto soccorso dove, raccontata la consueta storia della caduta accidentale dalle scale di casa, le è stato diagnosticato un trauma cranico e la frattura di una vertebra della schiena. Vista la gravità degli episodi descritti i poliziotti, dopo i dovuti riscontri, hanno rappresentato alla procura della Repubblica la necessità di un provvedimento urgente per porre fine alle violenze dell’uomo e per tutelare la vittima.

La misura Il gip del tribunale di Perugia, Giamgamboni, sulla base della recidività del soggetto e della sua dimostrata incapacità di conformarsi alle prescrizioni impostegli, ha emesso una ordinanza di misura cautelare in carcere che gli agenti di polizia di Assisi hanno eseguito dopo poche ore. Per lo stalker, che agli agenti ha negato ogni addebito dichiarandosi vittima di una trappola, questa volta si sono aperte le porte del carcere.

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