di Chiara Fabrizi
Stalking, minacce e botte alla fidanzatina 15enne e pure contro un gatto, a cui lei era affezionata e che lui avrebbe ucciso. Ancora un caso di violenza di genere che coinvolge un giovanissimo, peraltro tra i più inquietanti di quelli che risultano sul territorio, tanto che, nel dicembre scorso, la Procura di Spoleto per l’indagato, si tratta di un 18enne del comprensorio di Foligno, aveva chiesto la misura cautelare più pesante, quella del carcere, ottenendo dal giudice per le indagini preliminari gli arresti domiciliari. Sul crescente numero di fascicoli penali aperti a carico di minorenni e giovanissimi non più tardi di un mese fa è stato direttamente il procuratore generale Sergio Sottani a definire «allarmante» anche il quadro umbro, parlando di «un’emergenza educativa» e sollecitando una «risposta non solo repressiva: serve – ha detto – un’alleanza tra scuola, servizi sociali e giustizia».
Le contestazioni al centro del fascicolo risalgono alla seconda metà del 2025, quando il ragazzo era già maggiorenne: lui deve difendersi dall’accusa di atti persecutori, lesioni personali e minacce, tutti aggravati. Particolarmente pesante il quadro di violenze sia psicologiche che fisiche ricostruito dagli inquirenti al punto che per il giovanissimo sono scattati i domiciliari, a cui tuttora risulta ristretto a distanza di due mesi. A convincere la ragazzina a chiedere aiuto alla mamma sarebbe stata stata l’escalation di aggressioni fisiche subite, che le sono costate ecchimosi e contusioni giudicate guaribili con alcuni giorni di prognosi. Il 18enne, infine, è pure accusato del reato di maltrattamenti di animali aggravato dalla morte, perché secondo la Procura di Spoleto avrebbe ucciso un gatto a cui la ragazzina era affezionata.
