di Chiara Fabrizi e Massimo Colonna

Con l’evacuazione di 11.300 persone è iniziata l’operazione di disinnesco della bomba aerea di produzione statunitense da 250 kg, di cui la metà di tritolo, risalente alla seconda guerra mondiale, ritrovata martedì scorso nei pressi della stazione di Cesi in un cantiere. Al lavoro gli uomini dell’Esercito comandanti dal capitano Alessandro Garramone, che hanno iniziato le operazioni intorno alle 11 e concluso il “despolettamento” intorno alle 14, mentre mezz’ora dopo il Centro operativo comunale ha dato il via libera al rientro nelle abitazioni. L’esplosione controllata è avvenuta, invece, intorno alle 17 nella cava di San Pellegrino, senza particolari problemi, mentre il boato della detonazione controllata sarebbe stato avvertito nel raggio di un chilometro.

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VIDEO: L’ESPLOSIONE CONTROLLATA

Evacuazione zona rossa L’operazione si è conclusa intorno alle 17 col brillamento dell’ordigno bellico e il rientro in casa della popolazione. Al Pala Tennistavolo allestito un centro di accoglienza e assistenza della popolazione, dove hanno pranzato circa 200 persone, qui anche il sindaco Leonardo Latini con gli assessore Marco Cecconi, Elena Proietti, Benedetta Salvati e Valeria Alessandrini, che hanno anche aiutato a portare ai tavoli i pasti. A coordinare le operazioni la Prefettura, per la quale tutto è iniziato senza problemi. La zona rossa è di circa 10 km quadrati, apparsa spettrale nonostante la luce inondasse le vie: dal ritrovamento dell’ordigno bellico è stata subito evacuata la zona compresa entro il raggio di 380 metri, dopodiché, domenica mattina, per le operazioni di disinnesco, si è resa necessaria l’evacuazione della zona compresa nel raggio di 1.800 metri dal cantiere edile vicino alla stazione di Cesi, dove è stata rinvenuta la bomba e dove avviene la prima delicata operazione, il “despolettamento”. A vigilare contro gli sciacalli un dispositivo di controllo sui 14 varchi formato da polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e reparto prevenzione crimine.

MEDIALAB: ZONA ROSSA DELLA BOMBA
VIDEOMESSAGGIO DEL SINDACO
ELENCO VIE DA EVACUARE

Le operazioni Alle 9 è arrivato il convoglio militare del Sesto reggimento pioneri del genio dell’Esercito, che si occupa delle operazioni di brillamento. In prima battuto si è proceduto col “despolettamento” dell’ordigno, l’operazione più delicata: i militari si sono avvicinati all’ordigno e hanno collocato alla testa e alla coda della bomba due apparecchi, dopodiché a distanza li hanno azionati per rimuovere le spolette e sostanzialmente disinnescare la bomba, riuscendo nell’intervento al primo tentativo. A questo punto la bomba aerea con 130 chili di tritolo è stata caricata su un mezzo militare per il trasferimento nella cava di San Pellegrino, dove è stata collocata all’interno di una grossa buca, poi è avvenuto “brillamento” cioè l’esplosione controllata. Un’operazione, questa, che i militari svolgono quotidianamente, tanto che oggi un’operazione analoga è avvenuta in provincia di Rimini: gli artificieri dell’Esercito sono quotidianamente a lavoro per la bonifica di residuati bellici, soltanto nel 2018 ne hanno neutralizzati oltre 800. Il capitano Garramone ha poi confermato che le dimensioni della bomba area non sono eccezionali.

In aggiornamento

 

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