La guardia di finanza di Terni nei giorni scorsi ha proceduto al controllo di tre autolavaggi del capoluogo riscontrando la presenza di 10 lavoratori in nero di cui 5 di nazionalità indiana; questi ultimi sono inoltre risultati non in regola con le norme di soggiorno e quindi oggetto di provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. Uno dei titolari è stato perciò denunciato alla procura della Repubblica per l’impiego di manodopera clandestina.
Controlli a tappeto L’attività è stata svolta dai finanzieri della compagnia di Terni e della brigata di Amelia, nei confronti di tre tra i più grossi autolavaggi della zona artigianale di Terni ed è stata svolta il sabato mattina, giornata in cui l’afflusso di clienti è tradizionalmente più consistente. L’accesso da parte dei finanzieri presso gli esercizi è stato contestuale e, come detto, ha portato ad identificare l’utilizzo di 10 lavoratori in nero, non in regola cioè con le norme sul rapporto di lavoro.
Lavoratori in nero Di questi 5 sono risultati di nazionalità italiana e 5 di nazionalità indiana, di età compresa fra i 20 e i 30 anni. Tra gli indiani, 2 sono stati accompagnati alla questura di Terni per il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale in quanto risultati clandestini.
Sanzioni pesanti Pesanti le sanzioni comminate agli esercenti che arrivano in un caso anche fino a 80 mila euro; avviati i procedimenti di diffida all’esito dei quali gli esercenti debbono procedere alla regolarizzazione delle posizioni irregolari. Inoltre sono stati effettuati anche degli accertamenti fiscali per verificare la congruità delle dichiarazioni presentate da taluni degli autolavaggi controllati rispetto all’utilizzo di manodopera in nero. In questo ambito le fiamme gialle hanno già contestato la mancata registrazione complessivamente di circa 50 mila euro di ricavi.

