di Massimo Colonna
Twitter tu@lhaidetto
«L’ha aggredita e ha provato a strapparle il crocefisso dal collo. Parlava nella sua lingua e le uniche cose che ho sentito in italiano sono state: ‘Mi stai trattenendo’, mentre lo fermavo. Poi sono scoppiata in lacrime dalla paura. Se lui chiederà scusa a mia figlia noi siamo pronti a perdonarlo. Alla scuola invece chiederò che i nostri figli siano separati, oppure che la classe sia più seguita soprattutto quando non ci sono i professori». Questa la verità della mamma della 12enne aggredita giovedì all’uscita di scuola dal compagno di classe che l’avrebbe colpita intimandola di togliersi il crocefisso dal collo. La madre della ragazza accetta di rispondere alle domande insieme a sua figlia, aprendo le porte di casa in un palazzo non lontano dalla scuola.
PRESIDE: «LA RELIGIONE NON C’ENTRA»
VICEPRESIDE: «NON CREDO ABBIA MIRATO AL CROCIFISSO»
L’aggressione «Lui è arrivato all’improvviso – racconta la madre – e ha colpito mia figlia con un colpo alla schiena, una gomitata. Poi ha provato a strapparle la catenina del crocefisso – prosegue la madre mentre mostra la collanina al collo della figlia – e a quel punto sono intervenuta per fermarlo. Mi sono messa a piangere dalla paura. Lui parlava nella sua lingua, non ha detto mai la parola ‘crocefisso’, e le uniche parole che ho sentito in italiano sono state: ‘Mi stai trattenendo’. Però voleva strapparle la collanina dal collo».
Gli altri episodi «Io non so cosa pensi questo ragazzo. Lui vedeva questo crocefisso e può darsi che non sia abituato a questo simbolo. Ci sono stati altri episodi – prosegue la mamma – in cui ha aggredito mia figlia facendole capire che non voleva il crocefisso. In classe spesso indicava la croce e faceva segno di no con la mano. Oppure faceva segno di stare zitta. In biblioteca qualche giorno fa l’ha di nuovo aggredita con un pugno. Non so perché ce l’abbia con lei».
L’abbraccio alla maestra Dalla scuola intanto fanno sapere che il ragazzo di origine senegalese nei giorni scorsi avrebbe abbracciato più volte una sua insegnante che indossava il crocefisso al collo. Segnale, sostengono a scuola, che il ragazzo non ha problemi con quel simbolo religioso. «Se è vero dell’abbraccio – prosegue la mamma della bimba – ne siamo contenti. E’ una bella cosa».
Provvedimenti «Mia figlia tornerà a scuola trascorsi i 20 giorni di prognosi – conclude la mamma – e noi vogliamo che siano separati o che il ragazzo sia seguito di più dagli insegnanti. Se lui ci chiederà perdono noi siamo pronti a perdonare. E’ una cosa tra ragazzi che devono chiarire».
MINISTRO ALFANO: «NESSUNO LI COSTRINGE A STARE IN ITALIA»
SALVINI A PERUGIA: «TORNI A CASA SUA COL PRIMO BARCONE»
Alfano «Nessuno costringe chi non è italiano a stare in Italia. Chi non condivide i nostri valori – ha sostenuto sabato mattina il ministro dell’Interno Angelino Alfano a a Spoleto, chi ritiene di stare male nel nostro paese perché magari non ha la nostra stessa religione, è liberissimo di andare via. Nessuno li trattiene. Detto questo, bisognerà vedere fino in fondo cosa è successo».
