di Francesca Marruco
Stavano pulendo le squadre per la lezione di geometria e lui aveva detto loro: «Secondo me siete brave a fa le seghe». Oppure in un’altra occasione mentre una ragazza «stava pulendo il pavimento con la scopa, il bidello aveva commentato che “scopava bene”». I particolari emergono dalle carte dell’indagine svolta a carico di un bidello di una scuola media del perugino che nei giorni scorsi è stato sospeso per due mesi dal suo posto di lavoro su disposizione della magistratura.
Toccate Sono sette in tutto le ragazzine che sentite dai militari hanno confermato, ognuna con almeno un episodio da raccontare che il 59enne bidello del loro istituto si rivolgeva a loro in modo tale da metterle in imbarazzo. Due di loro hanno anche riferito di episodi in cui l’uomo ha «toccato loro il sedere». Ma all’ordine del giorno, leggendo cosa dice il giudice Carla Maria Giangamboni, c’erano quelle battute pesanti e quei sguardi fin troppo espliciti.
Megasesso La vicenda viene alla luce quando un’insegnante si rende conto che sulla cronologia di uno dei pc della scuola c’è anche un accesso al sito ‘Megasesso’. Parte un’indagine interna che permette di appurare come quegli accessi siano stati fatti in orario non scolastico. Non si capisce chi lo abbia aperto, e poco dopo, su due bacheche Facebook di due allieve compare un’allusione al fatto che possa essere stato il bidello, che viene definito «pervertito».
Mai in bagno sola Così, convocate dalla preside, una delle due confessa che l’uomo «aveva avuto nei suoi confronti degli atteggiamenti imbarazzanti tanto che l’avevano indotta ad evitare di recarsi in bagno da sola per paura di incontrarlo. In particolare, Omissis, aveva riferito di un episodio in cui lo aveva incontrato uscendo dal bagno ed era stata provocata da lui con allusioni al fatto che ‘l’amore l’aveva distrutta’ e che, a suo parere, lei era una che con i maschi, ‘faceva certe cose’, quest’ultima frase era stata accompagnata da un gesto chiaramente allusivo a rapporti sessuali».
Quella volta nello sgabuzzino In un’altra occasione, secondo quanto riportato nelle carte, alcune alunne hanno parlato «di un’occasione in cui era entrato con loro nello sgabuzzino del piano terra e si era chiuso la porta alle spalle ridendo e alludendo al fatto che nella stanza c’era un lettino. L’uomo aveva riaperto la porta subito dopo, ma le minori si erano comunque spaventate».
Condotta abituale «Dal racconto delle minori – scrive Giangamboni che ha concesso la misura richiesta dal pm Gemma Miliani – veniva a delinearsi una condotta abituale dell’indagato che si approcciava alle allieve della scuola con continui commenti volgari e inopportuni, resi ancora più imbarazzanti a motivo dell’età dell’uomo». L’uomo, difeso dall’avvocato Monica Margaritelli, fino ad ora ha scelto la strada del silenzio davanti al gip. Anche la Direzione scolastica regionale sta valutando la posizione dell’uomo.
