Una volante della polizia (foto U24)

Lesioni personali aggravate, minaccia, violenza o minaccia per costringere qualcuno a commettere un reato, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, sequestro di persona, violenza privata ma anche truffe e raggiri. È stato individuato sabato mattina in una casa di Bettona un pericoloso 48enne, latitante dal 2006 con un lungo curriculum criminale alle spalle. A individuarlo è stata la squadra mobile di Roma dopo una longa indagine e poi a catturarlo sono stati i colleghi di Perugia della sezione «Criminalità organizzata».

Mi chiamo Franco «Mi chiamo Franco» ha detto agli agenti della squadra scelta guidata dall’ispettore capo Finzi, sostenendo anche di non avere documenti. Quando però i poliziotti gli hanno spiegato che avrebbero fatto ulteriori accertamenti, ha ammesso la sua vera identità. Alle spalle ha, come visto, una lunga sfilza di reati, tutti commessi nell’ambito domestico tra il 1998 ed il 2001, tra Roma e Casagiove (Caserta). Una violenza in un’occasione sfociata in un pugno sferrato, per motivi sentimentali racconterà lui, all’ex compagna alla quale ha provocato la perdita della funzionalità della milza. Un curriculum in base al quale è stato condannato a nove anni oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Dal 2006 latitante La pena poi è stata ridotta a 4 anni e 10 mesi visto il periodo passato in custodia cautelare prima dell’esito del processo. L’ultimo contatto con le forze dell’ordine, prima della cattura di sabato, risale al lontano 2002, data del suo ultimo fotosegnalamento a Roma, poi dal 2006 la latitanza: in tutti questi anni, ben consapevole dell’esistenza di una serie di condanne a suo carico, ha fatto perdere ogni traccia di sé rifugiandosi, almeno nell’ultimo periodo, in Umbria, e precisamente in un’anonima abitazione di Bettona, ospite dell’attuale convivente dove poi è stato individuato dalla polizia di Roma.

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