Nella centralissima via Oberdan a Perugia giovani studenti escono la sera passeggio umbria news cronaca politica economia attualità notizie cosa succede in umbria oggi umbria today
Via Oberdan a Perugia (Foto Troccoli)

di Daniele Bovi

Lungo la centralissima via Oberdan è battaglia aperta tra il Comune e le due società (la Saced società appalti costruzioni edili Srl, di Napoli, e la Cfc srl) che tra il 2005 e il 2006 si sono aggiudicate i lavori per il maxi intervento di recupero dell’ex ospedale della Misericordia. Palazzo dei Priori  ha infatti chiesto la risoluzione del contratto di appalto «per grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo».

Il progetto esecutivo fu approvato dalla giunta nel febbraio 2005, mentre l’aggiudicazione alla Saced per quasi 5 milioni di euro risale a tre mesi dopo. Nel dicembre 2006 poi Palazzo dei Priori dichiara il subentro della Cfc Srl nel contratto di appalto stipulato dall’Amministrazione. Risale invece al 2008 la perizia con cui il Comune eleva l’importo contrattuale fino a 6 milioni di euro.

Manca il Durc Da lì in poi l’amministrazione ha liquidato 23 stati di avanzamento dei lavori per complessivi 5 milioni e 363 mila euro. Il ventiquattresimo e il venticinquesimo invece, sebbene maturati, non sono stati liquidati alla Cfc in quanto lo Sportello Unico non ha rilasciato il Durc (ossia il documento unico di regolarità contributiva). In particolare lo Sportello ha prescritto al Comune «che non deve procedere ai pagamenti a favore dell’impresa in assenza di Durc».

Le contestazioni Nel merito i responsabili di Palazzo dei Priori contestano il mancato rispetto del crono programma e, quindi, «un notevole ritardo». «Nel 2009 – è scritto in una nota informativa del Comune – l’impresa ha rallentato l’esecuzione dei lavori senza giusta causa, accampando presunte carenze progettuali e una direzione dei lavori inidonea alla conduzione dell’appalto per farsi riconoscere cospicui ristori economici». Secondo Palazzo dei Priori, insomma, la società faceva melina per poi cercare di passare all’incasso.

Cantiere abbandonato Nel corso del 2010 poi, sempre secondo l’amministrazione, l’impresa invece di accelerare i lavori ne ha effettuati solo alcuni residuali «di fatto abbandonando completamente il cantiere dal primo settembre». Alla metà di settembre la Cfc ha risposto agli addebiti, senza però minimamente convincere i tecnici dell’amministrazione, che hanno giudicato «inidoneo» il documento presentato. Una volta ritenuta compromessa la buona riuscita dei lavori, al Comune non rimane che chiedere la risoluzione del contratto e procedere celermente al riappalto degli ultimi lavori rimasti.

L’asta per i dieci appartamenti Intanto, dopo le due aste andate deserte, negli uffici comunali si lavora al nuovo documento, che dovrebbe essere pubblicato da qui a pochi giorni, in vista dell’alienazione dei 10 alloggi nel complesso dell’ex ospedale. Visto che ancora mancano alcuni interventi di sistemazione e miglioramento delle parti comuni, l’ente ha deciso di rimandare l’ulteriore espletamento dell’asta  pubblica. E se le due precedenti sono andate deserte, i dirigenti sottolineano, tenendo comunque aperta l’opzione della trattativa privata diretta, che «si sono riscontrate numerose richieste di cittadini interessati che vogliono visionare gli immobili e che inducono a ritenere la possibile concretizzazione di ulteriori vendite».

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