di Francesca Marruco
Se non fosse stato per il pentimento di uno dei tifosi implicati negli scontri avvenuti il sei aprile scorso, forse il principale colpevole non sarebbe neanche stato individuato visto il «muro di omertà» riscontrato da inquirenti e pubblico ministero il giorno dei tafferugli tra i tifosi del Bastia e del Foligno. «Il muro di omertà che gli indagati avevano costruito attorno al responsabile del ferimento di Antonelli », si legge nell’ordinanza, è caduto grazie al pentimento di uno degli odierni indagati.
Foligno Nel corso delle indagini poi, gli inquirenti hanno riscontrato omertà soprattutto dei tifosi del Foligno. «Si evidenzia – si legge – nell’ordinanza emessa dal gip Lidia Brutti su richiesta del pm Gemma Miliani – come gli elementi dell’accusa utili alla ricostruzione dei fatti, sono emersi per la gran parte dalle dichiarazioni rese dagli stessi tifosi del Bastia Umbria, a differenza dei tifosi del Foligno che, nonostante il così drammatico coinvolgimento di un loro compagno, hanno inteso trincerarsi nel sostanziale silenzio».
Volontario? In manette, con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del tifoso del Foligno Massimiliano Antonelli, è Michele Medici, un 31enne incensurato di Bastia Umbra che venerdì mattina davanti al gip Lidia Brutti, accompagnato dai suoi legali Luca Maori e Delfo Berretti, cercherà di difendersi e far capire al giudice che lui non aveva colpito Antonelli volutamente. Il giovane ha sempre sostenuto di essere stato colpito da un sasso, di averlo raccolto e buttato all’indietro, senza mirare verso nessuno.
Le accuse Il pm Germma Miliani, che ha diretto le indagini della Digos di Perugia diretta da Francesco Moretta e del commissariato di Assisi guidato dal commissario capo Francesca Di Luca, però non gli ha mai creduto e anzi, ha inquadrato il suo comportamento nel reato di tentato omicidio, aggravato dal fatto di aver agito per futili motivi legati a questioni di tifoseria calcistica. Per tutti gli altri, quelli che lanciarono i fumogeni ed ebbero ruoli di primo piano nel parapiglia, l’accusa è di rissa aggravata.
Chi sono Insieme a Medici, gli altri quattro destinatari della misura cautelare agli arresti domiciliari sono Daniele Fortini, Bazzucchi Mattia, Davide Falcinelli e Calzuola Matteo. Ed è stato proprio grazie a quest’ultimo che la verità ha iniziato a venire a galla. Era il sette aprile quando Calzuola, già sentito il giorno prima, si è presentato in commissariato dicendo che dopo la sera prima aveva avut «grossi sensi di colpa in quanto non avevo riferito tutta la verità su quanto era a mia conoscenza». In particolare, il giovane ha detto di aver sentito Medici, neanche un’ora dopo gli scontri, dire: «L’ho colpito io che ho lanciato la pietra, sicuramente l’ho colpito, speriamo che non sia nulla di grave, speriamo che si rialza».
Il messaggio Medici però agli inquirenti ha detto di non essersi accorto di aver colpito qualcuno, perché avrebbe tirato il sasso all’indietro mentre scappava. Quindi, scrive il gip nell’ordinanza « Medici Michele ha visto la traiettoria del sasso e ha visto accasciarsi Antonelli e significa che il lancio non è stato fatto all’indietro, senza neanche voltarsi». Era stato lo stesso Medici, in un profilo Facebook rimosso subito dopo i fatti, a scrivere: «Domenica le merde arriveranno, noi saremo lì che li aspetteremo! Il vero Bastiolo sarà lì che aspetterà». Premeditato? Intanto Antonelli, che per giorni ha rischiato di morire, ha ancora delle afasie del linguaggio, per una pietra lanciata per rivalità calcistiche.
