Forze dell'ordine al lavoro (archivio F. Troccoli)

di Chiara Fabrizi e Massimo Colonna

Solo l’autopsia potrà chiarire le cause del decesso di Ferdinando Scarpelli, il 68enne di Gualdo Tadino, trovato cadavere venerdì mattina su una spiaggia del lago di Corbara, dopo che giovedì pomeriggio un amico aveva lanciato l’allarme perché non lo trovava più e i soccorritori lo avevano cercato per tutta la notte.

Frattura al setto nasale L’anziano è stato trovato morto dietro dei cespugli, era riverso a terra in posizione supina con una vistosa frattura del setto nasale e nessuna altra ferita evidente, almeno secondo i primi accertamenti eseguiti dal medico legale intervenuto sul posto. La singolare ferita, l’assenza di sangue a terra nelle immediate vicinanze del punto in cui è stato ritrovato il cadavere, e la posizione in cui l’uomo è stato trovato, ha fatto propendere, almeno in un primissimo momento, gli inquirenti verso un dovuto approfondimento.

Autopsia Il sostituto procuratore di Terni Tullio Cicoria, che coordina le indagini dei carabinieri di Orvieto, ha quindi disposto l’autopsia dopo un primo sopralluogo del medico legale di Roma. Al momento, visti anche alcuni altri elementi come le patologie cardiache di cui l’uomo soffriva, il caldo molto pesante da sopportare, e l’assunzione di alcolici, sembrerebbe possibile che l’uomo si sia procurato la ferita magari cadendo, e che poi sia deceduto in un secondo momento. Almeno questa è l’ipotesi più plausibile nell’ottica di un incidente, vista l’assenza di tracce di sangue su sassi o a terra, nei pressi del punto in cui è stato ritrovato il corpo. Ma a stabilire la reale causa della morte, che secondo il medico legale è avvenuta almeno nella serata di giovedì, se non in nottata, sarà solo l’autopsia.

Vicino a dove pescava Il punto in cui il cadavere è stato trovato non era affatto lontano dal punto in cui l’uomo deceduto stava pescando insieme all’amico che ha dato l’allarme quando non lo più trovato. Secondo quanto riferito da lui infatti, il pensionato deceduto si sarebbe allontanato dicendo di non aver più voglia di pescare, e poi non avrebbe più fatto ritorno. A quel punto l’amico ha avvertito i familiari a Gualdo e chiamato i soccorsi per avviare le ricerche.

Le ricerche La perlustrazione della zona, secondo quanto riferito dal Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria (Sasu), è iniziata nella notte tra giovedì e venerdì. Le ricerche sono poi proseguite fin dalle prime luci dell’alba di venerdì mattina, anche con le squadre cinofile dei vigili del fuoco di Perugia e Terni che hanno battuto la zona lacustre palmo a palmo, fino a quando non è stato rinvenuto senza vita il corpo del sessantottenne.

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