di Francesca Marruco
Chi è entrato in quel piccolo appartamento parla di un orrore senza fine. «Sembrava un mattatoio» dice uno dei primi che è arrivato in via Gabriotti a Umbertide. Il sangue dei piccoli bambini era dappertutto. E i loro due corpicini, violati da una rabbia che non ha guardato in faccia nessuno, erano nel bagno uno sull’altro. C’erano anche delle scritte in arabo fatte col sangue.
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Sgozzati con un coltello Il padre Mustafa Hajjaji li ha sgozzati entrambi. Con un grosso coltello da cucina. Non gli ha lasciato scampo. Secondo una prima ricognizione cadaverica, effettuata dal medico legale Sergio Scalise in nottata, ai bambini sarebbero state recise le vene profonde del collo. E sarebbero morti molto velocemente.
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La corda Nel piccolo bagno in cui i sanitari del 118 hanno trovato i cadaveri dei due bambini e l’omicida, c’era anche una corda. Qualcuno ipotizza che il padre potrebbe averla usata per tenere ferma la figlia maggiore di 12 anni, che oltre al taglio profondo sul collo, ha anche dei piccoli tagli sul viso. La ragazzina potrebbe aver provato a difendersi dalla furia assassina del padre. Ma l’uso della corda verrà precisato all’esito dell’autopsia.
Fuori pericolo Dopo aver ucciso i suoi figli, ha provato a farsi del male. Si è tagliato infatti le vene e la gola. Poi si è chiuso in bagno con i cadaveri dei suoi bambini. Ma il 118 lo ha salvato, lo ha portato in ospedale a Città di Castello e dopo un’operazione e una nottata in osservazione, è fuori pericolo. Il comunicato dell’ospedale di Città di Castello parla di «condizioni stabili ma non critiche». Così potrà scontare in vita la pena, terrena, per aver ucciso i suoi due figli.
Autopsia Intanto invece l’autopsia già disposta dal pubblico ministero Mario Formisano potrebbe essere eseguita già giovedì dal medico legale Sergio Scalise nell’istituto di medicina legale dell’ospedale di Perugia. Anche se l’autopsia potrà solo, in qualche modo, stabilire quanto velocemente sono morti i due bambini. Sulla dinamica infatti sembra non esserci alcun dubbio.
Le scritte in arabo col sangue Resta da capire cosa significhino le scritte in arabo fatte col sangue trovate dagli inquirenti nel luogo del delitto. Dopo aver ucciso i suoi due figli infatti, nella casa dell’ex convivente, Mustafa Hajjiji, ha scritto qualcosa col sangue su alcun fogli appoggiati sul tavolo della cucina. Probabilmente, riferisce chi ha potuto vederli, si trattava di fogli che i bambini stavano usando per fare i compiti. Inoltre l’uomo avrebbe anche lasciato un’altra lettera, sempre scritta in arabo. Una lettera scritta con una penna, ritrovata sul tavolo macchiata di sangue

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