di Maurizio Troccoli
All’ospedale sarebbe giunta con una grave crisi respiratoria, accompagnata dai genitori extracomunitari. Allertato il personale medico si richiede l’intervento del primario, del cardiologo, del rianimatore che provano a salvarle la vita. Ma dopo poco la bambina muore. E’ accaduto domenica, 5 giugno, al Santa Maria della Misericordia di Perugia. Non resta che la disperazione dei genitori, i loro dubbi, il loro sgomento e la costernazione che oggi rivendica chiarezza e verità sull’accaduto. Chiarezza che soltanto l’autopsia, già disposta, sarà in grado di dare.
I genitori sporgono denuncia Hanno sporto denuncia i genitori nordafricani della piccola, presso la caserma dei carabinieri. La magistratura ha dunque avviato gli accertamenti. Sono stati raccolti documenti da parte degli inquirenti per accertare i particolari della vicenda
I dettagli La bambina è nata il 22 ottobre, del 2010. Secondo quanto appreso da umbria24.it, il suo peso era di 2 chili 526, non il massimo per un neonato ma comunque un parametro che non destava preoccupazioni tra il personale medico, soprattutto se si tiene conto del fatto che immediatamente dopo le analisi e le «indagini sanitarie» restituivano valori ritenuti nei parametri giusti. Tant’è che la bambina avrebbe cominciato ad aumentare progressivamente di peso. Prima di lasciare l’ospedale Santa Maria della Miserciordia insieme alla mamma, i parametri vitali delle analisi compiute sulla bambina avrebbero offerto un quadro di un neonato in salute. Ad una visita pediatrica, compiuta nel mese di marzo i genitori sarebbero stati informati dal pediatra che la bambina doveva essere sottoposta ad ecocardiogramma per verificare l’ipotesi di un soffio al cuore. La visita era stata chiesta attraverso il Cup. Mentre l’ecocardiogramma sarebbe stato programmato per il prossimo settembre.
L’ipotesi sulla causa Secondo le prime ricostruzioni si fa strada l’ipotesi che la causa della morte potrebbe essere stata una miocardite acuta fulminante, ovvero una infezione batterica che prende l’apparato cardiocircolatorio. Ma soltanto l’autopsia potrà stabilirlo con certezza. Come aiuterà a capire se lo stato di salute della bambina presentava già elementi preoccupanti e di urgenza oppure ha conosciuto un precipitoso, inarrestabile e pertanto fatale peggioramento. Se fosse confermata la causa della miocardite acuta allora potrebbe essere escluso il collegamento tra il presumibile soffio al cuore che si sarebbe voluto approfondire e la crisi respiratoria diagnosticata all’arrivo all’ospedale. Ma ogni ipotesi è al momento aperta, ogni strada è percorribile, fino all’autopsia. Lo lascia immaginare il riserbo che viene tenuto sul caso.


Non passa giorno che si chiede l’intervento della magistratura per stabilire le cause di una morte nell’ipotesi di malasanità.
Al dolore e la tristezza per la morte di un essere umano, si aggiunge purtroppo il dubbio che ci sia gente che spera di ottenere risarcimenti in denaro.
A quando il diritto di chiedere e ottenere risarcimenti da errori di giudici? Non pagati dallo Stato ma dai singoli.