di Francesca Marruco

L’ha uccisa colpendola due volte con un tubo di ferro alla testa perché lei gli aveva detto che era impotente. L’ha colpita prima dietro, poi davanti, sulla nuca e sulla fronte, mentre lei era sul letto che si limava le unghie. Giovanni Miceli, l’uomo arrestato il tre agosto dai carabinieri del nucleo investigativo di Perugia per l’omicidio di Olga Dunina, ritrovata cadavere il 18 giugno scorso in uno scatolone lungo la ferrovia di Spello,  ha confessato tutto al pubblico ministero Mario Formisano durante l’interrogatorio che si è tenuto in carcere a Perugia giovedì pomeriggio.

FOTOGALLERY – IL RITROVAMENTO

Non voleva ucciderla L’uomo ha spiegato che non aveva intenzione di ammazzare la donna, secondo il suo racconto, avrebbe voluto colpirla alla testa. Invece Olga Dunina è morta domenica 16 giugno intorno alle 12, dopo essere stata colpita con un tubo di ferro che il marito ha detto di aver tenuto in camera per spostare i mobili. Due giorni prima del ritrovamento del cadavere avvenuto il martedì successivo da parte di un passante nei pressi della stazione ferroviaria di Spello.

FOTOGALLERY – LE INDAGINI DEL RIS

Non ucciderei più Giovanni Miceli, su richiesta del suo avvocato, ha specificato che se uscisse dal carcere non ucciderebbe più nessuno. L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dal fatto di aver ucciso una persona già vittima di maltrattamenti da parte dell’assassino.

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