Sergio Cutrona, Wladimiro Di Nunzio e Carla Casciari

di Ivano Porfiri

«Un’efficace giustizia civile nell’ambito familiare in prospettiva svuota le carceri dai delinquenti e le strade dalle prostitute». Ne è convinto il nuovo presidente del Tribunale per i minorenni di Perugia, Sergio Cutrona, che ha chiamato a raccolta enti e associazioni in occasione della “Giornata europea della giustizia civile per l’anno 2013”. Presenti anche il presidente della Corte d’Appello, Wladimiro Di Nunzio e la vicepresidente della Regione, Carla Casciari.

Prevenire il disagio Giustizia civile, per Cutrona, in questo caso vuol dire soprattutto gestione delle problematiche in ambito familiare. «Il problema principale – spiega – è intervenire in maniera preventiva con i più piccoli. Tra i nostri procedimenti quelli per potestà e adattabilità sono quelli preponderanti, e si parla di temi delicati, come ad esempio di togliere un bambino dalla sua famiglia. Per questo la società civile deve capire le decisioni dei tribunali minorili e aiutare la giustizia a far bene il suo lavoro, collaborando e avendo come obiettivo il benessere e la crescita sana dei minori». «Certo – prosegue Cutrona – che fra civile e penale c’è un rapporto stretto: normalmente delinque chi non ha avuto affetto, attenzione ed educazione da bambino. Delinquere è un modo di manifestare disagio e ricerca di attenzione».

Minori immigrati Una delle frontiere è quella dei minori immigrati. «E’ uno dei temi principali – per Cutrona – della giustizia europea minorile. In assenza di adeguata attenzione si rischia che si creino sacche di emarginazione e disagio che possono trasformarsi in devianza e poi, da adulti, in criminalità».

Delinquere per manifestare disagio Il presidente del Tribunale per i minorenni non considera come un problema particolarmente presente quello dell’emarginazione degli di immigrati di seconda generazione, come avviene in altri paesi. «I figli di immigrati tendono a integrarsi perché la popolazione italiana non discrimina – sottolinea -. Il problema, semmai, può venire dalla situazione economica delle loro famiglie. E’ tipico in Umbria e a Perugia il caso di adolescenti stranieri senza padre (mai conosciuto) con una madre che lavora come badante per tante ore. Così il ragazzo o la ragazza non ha adulti di riferimento e allora vive in strada e può diventare un caso di devianza. Ma qui si passa già alle tematiche penali. Ad esempio, chi è abbandonato o vede il padre picchiare la madre che comportamento potrà avere , se non deviato, nei confronti delle donne?».

Baby prostitute Di stretta attualità il tema delle baby prostitute, dopo il caso delle due ragazzine di Roma. «La prostituzione minorile – afferma Cutrona – è l’esatto equivalente della delinquenza dei ragazzi, è tipico dei minori. I ragazzi manifestano disagio con l’aggressività, le ragazze lo manifestano nella sfera sessuale: non avendo avuto valori, qualcuno che insegnasse loro come gestire l’affettività vendono il proprio corpo come strumento per ottenere qualcosa, e così si avvicinano alla prostituzione con estrema superficialità».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.