Due minorenni di 15 e 16 anni sono stati sottoposti alla misura cautelare della permanenza in casa con l’obbligo di uscire esclusivamente per frequentare la scuola e fare immediato rientro al termine delle lezioni. Lo ha disposto la giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Perugia, Giulia Leoncini, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura minorile. Ai due giovani vengono contestati, in concorso tra loro e con altri giovani in corso di identificazione, i reati di minaccia e rapina aggravata ai danni di un coetaneo. I fatti denunciati risalgono al 27 febbraio scorso e sono avvenuti vicino al McDonald’s lungo la strada Trasimeno Ovest e, successivamente, nei pressi del parco Chico Mendez.
Ricostruzione Secondo quanto emerge dall’ordinanza il gruppo di amici della persona offesa si trovava nella zona del fast food quando due ragazzi si sarebbero avvicinati chiedendo denaro. In un primo episodio, la vittima ha consegnato 2 euro dopo che uno dei giovani gli aveva «ordinato con tono perentorio» di dargli il denaro che aveva con sé. Poco dopo – secondo la ricostruzione – mentre il gruppo si stava dirigendo verso la scuola attraversando il parco, gli stessi ragazzi, insieme ad altri due coetanei non identificati, avrebbero nuovamente raggiunto il minorenne: a quel punto uno degli indagati gli avrebbe chiesto altri soldi e, dopo che il ragazzo aveva estratto il portafoglio, glielo avrebbe strappato dalle mani allontanandosi. Quando la vittima ha tentato di riprenderselo – è sempre l’accusa, le indagini sono state svolte dalla squadra mobile della questura di Perugia – è stata bloccata da uno degli altri giovani, afferrato per la felpa e colpita al volto con uno schiaffo da uno degli indagati. Il portafoglio sarebbe stato poi restituito ma senza una banconota da dieci euro e di alcune monete, per un ammontare complessivo di circa venti euro. Soldi – come ammesso da un indagato – utilizzati per comprare hamburger al McDonald’s per loro stessi.
Elementi La decisione del gip si fonda sulle dichiarazioni della persona offesa, ritenute riscontrate dalle testimonianze di diversi altri ragazzi presenti ai fatti ma anche dagli stessi interrogatori degli indagati. Nell’ordinanza si evidenzia come le versioni fornite dai giovani coinvolti presentino alcune differenze sul momento esatto in cui sarebbe stata esercitata la violenza ma tali incongruenze vengono considerate irrilevanti ai fini della configurazione del reato, trattandosi comunque di una condotta riconducibile alla rapina. Gli stessi indagati, durante l’interrogatorio preventivo, hanno ammesso di avere chiesto denaro al coetaneo e hanno fornito dichiarazioni che – secondo il giudice – confermano sostanzialmente la ricostruzione accusatoria.
Misura Nel motivare il provvedimento il giudice richiama il concreto pericolo di reiterazione di reati analoghi, sottolineando come i due ragazzi abbiano agito in due momenti ravvicinati e con modalità caratterizzate da prevaricazione nei confronti di un coetaneo. Allo stesso tempo il giudice ha ritenuto opportuno non interrompere i percorsi educativi già avviati, consentendo ai due minorenni di continuare a frequentare la scuola. La permanenza in casa prevede l’obbligo di restare nella propria abitazione salvo gli spostamenti per motivi scolastici, sempre accompagnati da un genitore. Il controllo e il sostegno ai ragazzi sono stati affidati ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia in collaborazione con i servizi territoriali competenti. Uno dei minori indagati è difeso dall’avvocato Teresa Giurgola.
