di Daniele Bovi e Francesca Marruco
Cento dipendenti sparsi tra Perugia, Foligno e Modena, 40 lingue parlate e ora un accorato appello della fondatrice, Danila Micheli, sotto forma di lettera pubblicata mercoledì in un paginone su L’Unità e rivolta al premier incaricato Matteo Renzi: «Caro Renzi – dice – non permetta che la mia azienda lasci l’Italia». Danila, 47 anni, ripercorre la storia di successo della Globe, tra i leader nel campo delle traduzioni (dai manuali degli oggetti in commercio fino alla fornitura di interpreti) e spiega che oggi si trova «di fronte a un bivio: deperire – scrive – per concorrenza sleale o trasferirsi fuori dai confini nazionali». Concorrenza sleale operata da imprese che «di fatto lavorano esclusivamente nel nostro paese ma che sono nominalmente estere», con sedi anche a San Marino, Cipro o Romania. In questo modo si riescono a praticare prezzi ben al di sotto della media sfruttando quelle agevolazioni fiscali concesse dagli stati stranieri.
La vicenda Un sistema contro il quale la Globe si va scontrando da anni. La vicenda di Danila infatti ha un corposo risvolto giudiziario, piuttosto spiacevole. «Se sono arrivata a questo punto – scrive nella lettera – è perché non mi posso permettere di fare altro: lavorare qui e oggi seguendo le regole sta diventando impossibile. La prego – dice rivolgendosi a Renzi – non lasci che distruggano tutto quello in cui ho creduto. Mi aiuti, ci aiuti, aiuti chi vuole investire lecitamente in questo Paese».
Il lato giudiziario La vicenda è anche giunta in tribunale. Cinque sono le persone per cui il sostituto procuratore di Perugia Claudio Cicchella ha chiuso le indagini con accuse che vanno dalla violazione dei segreti industriali alla turbativa della libertà d’impresa, truffa, ricettazione, false fatturazioni per oltre un milione e settecento mila euro e violazione di domicilio. Secondo quanto ricostruito nell’avviso di conclusione delle indagini infatti, di fatto anticamera dell’arrivo della richiesta di rinvio a giudizio, i cinque, con ruoli diversi, avrebbero soffiato prima dati e poi clienti alla Globe Srl, costruendo una società clone con sede fiscale a San Marino.
Intervenuta prescrizione Due di loro, una coppia di rumeni destinatari anche di questo nuovo avviso di chiusura delle indagini, sono stati prima condannati a nove mesi di reclusione per accesso abusivo ad un sistema informatico e detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici in primo grado il 27 febbraio 2012 dal tribunale di Foligno. Ma poi assolti dalla Corte d’Appello di Perugia il 23 luglio 2015, che ha riformato la sentenza dichiarando il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Proprio lei parla? E la gente magari le crede anche, nn conoscendo la realtà in cui sono costretti a lavorare i suoi dipendenti, tanto che negli ultimi 6 anni oltre 100 dipendenti hanno preferito licenziarsi piuttosto che continuare a lavorare per lei come schiavi… per non parlare poi dei contributi che nn sono stati versati all’INPS e che l’hanno costretta a trasferirsi da Foligno a Perugia per sfuggire ai controlli della Finanza… deve solo vergognarsi di quello che dice e che fa, se vuole trasferirsi all’estero vada pure, di imprenditori come lei possiamo farne volentieri a meno in Italia!
Credo che prima di inserire certi commenti sia fondamentale avere le prove egregio Sig.Seppi anche perché molte persone parlano solo per invidia o per non conoscenza oppure per aspetti più meschini che non credo siano di pertinenza di questo forum. Inoltre tali affermazioni possono esporla a conseguenze anche legali di diversa natura perché anche se spesso è lo sport nazionale non si può parlare solo per dar fiato alla propria voce … a meno che non sia la voce di qualcun altro ….. Credo che conoscendo la situazione mi auguro che lei abbia le prove per difendersi in altro luogo … un augurio per una buona serata.