foto tratta da Diariodelweb

di Fra. Mar.

Per l’attentato anarchico di Genova, quello in cui il dirigente della Ansaldo Nucleare  Roberto Adinolfi è stato gambizzato, c’è una pista che porta in Umbria. Che guarda alla cellula anarco- insurrezionalista della più ampia Federazione anarchica italiana di cui facevano parte Sergio Maria Stefani e Alessandro Settepani, arrestati dopo essere stati fermati mentre  erano in procinto di mettere dei ganci sulla linea ferroviaria Orte – Ancona.  Qualcuno lo ha sussurrato alle orecchie degli inquirenti genovesi che ora devono verificare se vi possa essere un fondo di verità.

A processo per i ganci ai treni Il collegamento umbro sarebbe con i compagni di Stefani e Settepani.  Entrambi sono a processo per la vicenda dei ganci. Per l’ accusa, a sostenerla è il pubblico ministero Manuela Comodi, quei quattro ganci fabbricati manualmente da Stefani che faceva il fabbro a Capanne, dovevano servire a sabotare la linea ferroviaria Orte – Ancona. Tutto il resto è il necessario per il sabotaggio. Tutto il necessario elencato nel manuale del perfetto sabotatore che poi gli uomini dell’Anticrimine gli sequestreranno. Sergio Maria Stefani di Roma ma residente nel ternano  e  Alessandro Settepani di Orvieto sono stati arrestati nel luglio del 2009 con l’accusa di aver tentato di sabotare la linea ferroviaria Orte – Anconna. La stessa operazione aveva portato alla perquisizione di altre 32 persone in tutta Italia, di cui 10 in Umbria. Ed è proprio su queste altre persone che si starebbe concentrando l’attenzione degli inquirenti genovesi che sarebbero in cerca di riscontri in Umbria.

Il programma Per l’accusa, «il programma criminoso della cellula si inquadrava nel più ampio progetto sovversivo di preordinate ‘campagne rivoluzionarie’ di lotta, raccordate con quelle intraprese da omologhe formazione attive in Spagna e in Grecia». L’indagine aveva anche consentito di «appurare l’impegno delle frange più radicate del circuito anarco-insurrezionalista nel rilancio di ‘percorsi di lotta più incisivi, al fine di realizzare ‘uno sbocco insurrezionale’ del progetto rivoluzionario anarchico» e di «documentare l’elaborazione e la divulgazione clandestina del manifesto ‘KN03 – marzo 2008 – Foglio anarchico rivoluzionario n.0’, strumento di diffusione del pensiero anarco-insurrezionalista, inserito nel più ampio progetto di lotta contro lo Stato».

Contatti Tutto si sta svolgendo nel massimo riserbo che caratterizza un’indagine tanto delicata come può esserlo questa. Certo è che  in moltissimi si chiedono se davvero la freccia del terrore può puntare nuovamente verso l’Umbria. I contatti tra le procure per verificarlo fino in fondo ci sono stati.